“Vittoria mia personale,Vittoria del PDL,Vittoria della maggioranza del Consiglio Provinciale che voto’ la mia mozione contro l’aumento della RC auto in Provincia di Agrigento votata ed approvata nell’agosto del 2012, deliberata dalla giunta D’Orsi” Il tempo è galantuomo! “
La Corte Costituzionale boccia l’aumento dell’aliquota deciso dalla Provincia Regionale di Agrigento nel 2012 Niente Rc auto «dopata»IL Consigliere Provinciale Mario Lazzano aveva duramente contestato tale aumento che vessava i Cittadini della Provincia riuscendo a far approvare a maggioranza la mozione che aveva presentato in Aula.
Addio all’aumento del 3.5 per cento dell’Rc Auto. La scelta, fatta dalla giunta D’Orsi nell’estate dello scorso anno, di portare al massimo l’aliquota base (ovvero daI 12,5 al 16 per cento), che tante polemiche aveva suscitato, si è scontrata nel maggio scorso con la Corte costituzionale.
La corte, ovviamente, non si è pronunciata sul provvedimento singolo, ma è intervenuta dopo un ricorso della Regione Sicilia, bocciando con la sentenza 97/13 deI 20 maggio scorso, l’estensione ai territori con autonomie speciali dei rincari stabiliti due anni fa dal decreto legislativo sul federalismo fiscale (68/11, articolo 17).
Insomma, non spetta alle Province tentare di ‘rosicchiare” qualcosa dall’assicurazione per responsabilità civile, perché l’Rc auto non è un “tributo proprio derivato”, ma bensì un “tributo erariale”.
Da maggio, quindi, l’Ente non può più contare sugli incassi che pure nel recente passato erano stati ritenuti essenziali, mentre ciò che è stato versato, ovviamente, è stato incassato lecitamente, in quanto sostenuto dalla legislazione.
Questo pronunciamento sottrae alla Provincia una somma importante (si parla di tre milioni di euro), ma “pacifica” le dure proteste che seguirono alla scelta, Io scorso anno, di sfruttare quanto previsto dal decreto sul federalismo fiscale.
Contro questo aumento, tra l’altro, si era schierato anche il Consiglio provinciale, con una mozione dell’agosto
2012 firmata dal consigliere Pdl Mario Lazzano e votata da 14 componenti della “fu” aula Giglia.
Un documento che impegnava il presidente D’Orsi a ritirare già in quella data l’aumento, ma che rimase nei “cassetti”, così come, ad esempio, la mozione per far costituire in giudizio la Provincia nel ricorso contro il rigassificatore di Porto Empedocle oppure quella per ridurre il numero degli assessori della giunta D’Orsi.
La bocciatura della Corte costituzionale, comunque, non mette in “salvo” i contribuenti da nuovi aumenti, solamente cambia i soggetti autorizzati a deciderli, con l’umana speranza che comunque non vengano decisi.
F.to Mario Lazzano

















