Il Duomo di Naro non è di nessuno. Letteralmente. L’antica struttura normanna, infatti, è attualmente al centro di una vera e propria indagine da parte della Soprintendenza ai beni culturali di Agrigento dopo la “scoperta” che l’edificio non appartiene ad oggi a nessun ente, nonostante per anni si sia dato per scontato che fosse di proprietà comunale. “Ritenevamo fosse nostro – spiega il sindaco di Naro Pippo Morello -, al punto che a fine anni 90 fu proprio il Comune, con fondi della Regione a realizzare gli interventi di recupero che resero il Duomo fruibile come luogo per ospitare iniziative culturali”. Così fino al 2005, quando la frana che interesso la “Fulgentissima” danneggiò anche la struttura costruita nel 1806 da Ruggero D’Altavilla, che è rimasta fino ad oggi puntellata senza che nessuno abbia provveduto a metterla in sicurezza. Le “acque” hanno iniziato a muoversi alcuni mesi fa, dopo un esposto che l’ex sindaco di Naro Mariagrazia Brandara presentò alle forze dell’ordine denunciando lo stato di abbandono in cui versava la vecchia cattedrale del paese. Denuncia che è stata seguita, a quanto pare, da un interessamento prima degli inquirenti e, successivamente, dal Governo Regionale. A Naro, infatti, su invito della stessa Brandara, si è recata poco tempo fa l’assessore regionale Mariarita Sgarlata, che si è occupata prioritariamente delle catacombe paleocristiane, promettendo tuttavia anche interventi sul duomo. “Le gravi condizioni in cui versa – dichiarava – necessitano un’attenzione urgente da parte nostra. Inizieremo con una verifica di quanto già fatto in questi anni per vedere cosa può essere fatto nella programmazione 2014- 2020 per riprendere gli interventi di conservazione di questo splendido gioiello”. Per potersene interessare, tuttavia, è necessario che si provveda a capire a chi appartiene. “Ad oggi – spiega il soprintendente Antonio Fera – il bene non risulta né di proprietà del Demanio regionale, né del Comune né del Fec, il Fondo edifici di culto né tantomeno all’Arcidiocesi, dato che è chiuso ai rituali religiosi dal 1800”. A dire il vero sul sito on line del Fec vi sono ben due chiese dell’Annunziata (il duomo nuovo e quello vecchio, infatti, sono dedicati entrambi alla Vergine). Un’abbondanza che crea confusione così quanto l’assenza di dati, dato che al momento non è chiaro se nel Fec sia inserito il duomo normanno o quello successivo.

GIOACCHINO SCHICCHI