Gli uomini della Squadra Volanti della Polizia di Stato della Questura di Ragusa, hanno salvato un neonato di appena 10 giorni che non respirava più a causa di un rigurgito. Ma sono state drammatiche le fasi del soccorso, così come raccontano i poliziotti iblei.

Alle 19.30 di ieri, da Ragusa una giovane mamma contatta il 113 disperata in quanto il figlio non riusciva a respirare e continuava a ripetere “sta morendo, sta morendo”. L’operatore 113 rimaneva in contatto telefonico con la donna rassicurandola e dicendole cosa fare per soccorrere il figlio, nel contempo veniva avvisato il 118 ed inviata una Volante abilitata al soccorso con a bordo il defibrillatore ed operatori formati per la rianimazione, anche pediatrica.


Poco più di un minuto e la volante era già davanti al complesso residenziale di villette a schiera senza sapere dove bussare; dopo brevissime ricerche e dopo aver individuato la villetta, i poliziotti hanno trovato il piccolo nel divano cianotico, segno che non stava respirando. I due agenti hanno messo in pratica positivamente le tecniche di rianimazione. Il rientro al Pronto Soccorso è stato effettuato in codice rosso, con le volanti che bloccavano le strade così da permettere un arrivo più celere, stante la gravità di quanto accaduto; l’urgenza era legata al dato sconosciuto del periodo di tempo in cui il bimbo non aveva respirato.

Davanti i locali del Pronto Soccorso l’apprensione di mamma e papà era la stessa degli agenti soccorritori (da alcuni definiti “angeli blu in divisa”), tutti con il fiato sospeso, fino a quando i medici non si sono pronunciati asserendo che il bimbo era fuori pericolo. Le lacrime di gioia dei genitori e dei soccorritori che si stringevano in un abbraccio davanti  l’ospedale è stato il lieto fine di questa emergenza risolta nel migliore dei modi. “L’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico di cui fa parte la Squadra Volanti si occupa di ogni tipologia di emergenza, ma quella di cui si sono occupati gli agenti ieri sera  è la più delicata, il soccorso ad un neonato rientra nella tipologia ad alto rischio – sottolinea il dirigente Antonino Ciavola –  l’operatore in  queste occasioni, deve mettere insieme professionalità e formazione di tipo sanitario, diversa dalla quotidianità, ovvero prevenire e reprimere il crimine”.