Si mobilita il fronte dei produttori vitivinicoli a poche settimane dall’apertura della vendemmia. Raccolta, che si preannuncia difficoltosa perché le cantine ancora devono smaltire le giacenze dell’anno scorso. Infatti, a causa di questo problema le cantine delle zona hanno iniziato ad ammassare l’uva pagando il prodotto che diventerà successivamente mosto a soli 12 centesimi il chilo. Troppo poco rispetto ai 30-35 centesimi che venivano corrisposti agli agricoltori lo scorso anno facendo in questo modo alzare il malumore tra gli addetti i lavori. Nei giorni scorsi i rappresentanti sindacali di categoria hanno incontrato numerosi produttori per stabilire insieme la strategia da seguire per cercare di evitare il crollo dei prezzi così come si sta verificando attualmente. «Abbiamo constatato – dice Calogero Licata della Cia – che le cantine non potranno garantire per quest’anno un prezzo adeguato ai costi di produzione sostenuti dai produttori. Si può immaginare quindi la drammaticità della situazione perché non solo non c’è il prezzo e non si può discutere di prezzo, ma non si può nemmeno garantire il conferimento così come avvenuto la scorsa vendemmia. Le cantine che operano nelle nostre zone rifiutano l’ammasso di uva da mosto perché già hanno dentro dei quantitativi che soddisfano il mercato dei produttori di vino. Inoltre c’è da combattere la concorrenza che arriva dai paesi del Nord Africa. È risaputo ormai che sempre più frequentemente giungono nei nostri porti navi cariche di mosto già preparato che viene acquistato ad un prezzo nettamente inferiore da quello che dovrebbe essere corrisposto ai produttori che dopo un anno di sacrifici nel coltivare le proprie terre si trovano a dovere cedere l’uva alle cantine della nostra provincia. Questo è un problema che non deve essere assolutamente sottovalutato se non si vuole decretare la morte dell’agricoltura agrigentina e soprattutto di quella canicattinese e del narese che sono zone di alta produzione di uva da mosto. Sin da oggi – conclude il rappresentante della Cia – bisogna iniziare a prestare attenzione a questo problema se non si vuole rischiare lo stato di agitazione della categoria ».

C.V.