“Devono pagare tutti, anche se poco. È meglio non esagerare”. Sono le istruzioni date agli affiliati per l’imposizione e la riscossione del pizzo. Lo si evince dalle intercettazioni nell’ambito dell’operazione antiracket “Homo Novus”, che ha portato stamane a otto misure cautelari nell’Ennese. Uno dei fermati, Mario Armernio, aveva scoperto una cimice piazzata dagli investigatori e aveva già fatto il biglietto aereo per l’Olanda.

Approfittando della vacatio di potere di Cosa nostra, avevano fondato una nuova famiglia (rispetto alle 5 tradizionali dell’Ennese) e a Leonforte Giovanni Sapiente, ritenuto il capo dell’organizzazione, aveva preso il posto di Rosario Mauceri, condannato all’ergastolo per “l’omicidio dei fidanzati”.


Era stato lo “Zio Turi” – il nuovo capomafia della provincia di Enna, Salvatore Seminara, con obbligo di soggiorno dopo un annullamento del 41 bis della Cassazione – a dare l’ok alla nascita della nuova famiglia di Cosa nostra di Leonforte. “Voi avete mano larga da Nicosia a Catenanuova (Catenanuova esclusa perche governata sempre dal clan Cappello) compreso il Dittaino”, riferisce Giovanni Fiorenza dopo essere andato a trovare Seminara che lo aveva mandato a chiamare.

Nel corso delle perquisizioni è stato trovato anche il libro mastro, proprio a casa di Fiorenza. Tre imprenditori hanno collaborato, per tutti gli altri l’appello della Dda è di iniziare a collaborare. Secondo il procuratore Sergio Lari nell’organizzazione ci sono tutti i canoni tradizionali di Cosa nostra. Lo conferma il pm Roberto Condorelli, che parla di affiliazioni. “La famiglia va difesa a torto o a ragione – dicono in un intercettazione gli indagati – Cosa nostra è come un matrimonio”. In un’altra intercettazione i fermati dicono: “Noi ci siamo messi contro lo Stato, la nostra è una guerra contro lo Stato”. Inoltre, è emerso che la cosca ha influito nelle elezioni comunali di Assoro, dove aveva interesse a sostenere candidati.

Gli arrestati sono Giovanni Fiorenza, detto anche “Zio Giovanni” o “Sacchinedda”, 54 anni, e i figli Alex, “Lo stilista”, 31 anni, e Saimon, “Il bufalo”, 29 anni; Mario Armerio, “Mario l’olandese”, residente in Olanda, di fatto domiciliato a Leonforte, 57 anni; Giuseppe Viviano, “Pippo u catanisi” o “Il memorato”, 53 anni; Nicola Guiso, “Dario” o “Il lupo”, 38 anni; Gaetano Cocuzza, 26 anni; e Angelo Monsù, 43 anni.

Gli inquirenti hanno individuato in Giovanni Fiorenza il rappresentante della nuova famiglia. L’uomo, con precedenti per associazione mafiosa ed estorsione, è cognato di Rosario Mauceri, condannato all’ergastolo per associazione mafiosa e duplice omicidio aggravato, che è stato il referente a Leonforte di Gaetano Leonardo, a capo della storica famiglia di Enna.