Prove di dialogo rimandate. Ma per il Megafono si avvicina il giorno del giudizio. Salta ancora una volta il vertice tra il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, e il Partito democratico. Dopo la frattura delle scorse settimane con il Pd che ha ritirato l’appoggio al Governo regionale e ha chiesto agli assessori in quota Pd di dimettersi, la riconciliazione non sembra dietro l’angolo.

L’incontro chiarificatore tra il governatore, il segretario siciliano del Pd, Giuseppe Lupo, e il capogruppo del partito all’Ars, Baldo Gucciardi, era previsto in mattinata, ma Crocetta è volato a Roma. “Oggi Crocetta sarà assente a causa delle vicende tragiche di Lampedusa. Dovrebbe rientrare nel pomeriggio e spero che sarà possibile incontrarci, se non oggi, almeno domani – ha spiegato Lupo – Per il momento non ci siamo visti, non abbiamo parlato, quindi le posizioni sono quelle che conoscete. Da parte nostra la disponibilità al confronto c’è sulla base di quanto deliberato dalla direzione regionale del Partito Democratico”.


Per Lupo: “Non c’è alcuna intenzione del Pd di metter sotto tutela o commissariare Crocetta e il governo della regione. Avvertiamo solo il dovere di mettere una marcia in più a questa giunta di governo per affrontare le sfide che ci attendono, in primo luogo quelle dello sviluppo economico. Mi auguro che possa esserci un chiarimento, senza ambiguità. Riteniamo che questa giunta non sia in grado di affrontare le emergenze della Sicilia, non per incapacità dei singoli, ma per il suo profilo. Per questo motivo ritengo necessario un rafforzamento politico, una maggiore collaborazione tra la giunta, i gruppi e i partiti della maggioranza”.

Da giorni il capogruppo Pd all’Ars, Baldo Gucciardi, lavora come pontiere cercando una mediazione necessaria. Sul tavolo c’è il tema del rimpasto. Anche se il capogruppo democratico preferisce parlare di un “aggiustamento” della compagine governativa. “Il Pd – spiega – non ha mai chiesto il rimpasto, ha sottolineato come ci siano tanti problemi da risolvere entro la fine dell’anno, dal bilancio ai precari. Davanti a queste emergenze ha chiesto un cambio di passo nell’azione del Governo, una svolta di autorevolezza da concordare con il governatore. Occorre – prosegue – avviare un confronto per tracciare un percorso ed io sono assolutamente fiducioso: arriveremo ad una sintesi perchè Crocetta è il presidente del Partito democratico”.

E a chi dall’opposizione strizza l’occhio al modello Letta e alle larghe intese Gucciardi lancia un messaggio chiaro: “La situazione siciliana e quella romana sono totalmente diverse. Qualsiasi ipotesi di larghe intese non è ipotizzabile”. Così come la strada delle elezioni anticipate. “Sarebbero una iattura, non certo la panacea di tutti i mali” conclude.

Dello stesso avviso anche il deputato regionale Dem, Antonello Cracolici, che attraverso Twitter, in mattinata aveva lanciato un messaggio tanto brave quanto chiaro: “Chi pensa alle larghe intese come linea politica per il futuro della Sicilia prende un abbaglio”. Una risposta diretta al governatore, che in un’intervista aveva chiesto “il dialogo” a tutte le forze politiche. “Larghe intese in Sicilia? Letta le ha fatte perchè non c’era una maggioranza parlamentare. In Sicilia le larghe intese sarebbero un ribaltone. La maggioranza parlamentare c’è. Le larghe intese sono l’eccezionalità di un sistema democratico, non possono essere una prospettiva politica, perchè un partito che si propone al corpo elettorale con la parola d’ordine delle larghe intese deve essere ricoverato con il Tso. Le larghe intese si fanno solo se non ci sono i numeri”. Insomma nessun modello Letta all’orizzonte e comunque prima c’è da risolvere la questione legata al Megafono. Mercoledì infatti si riunirà la commissione di garanzia del Pd.