Un vecchio proverbio cinese dice: “La vecchia generazione costruì le strade perché la nuova le possa percorrere”. In altre parole: i vecchi si sono dati da fare per migliorare la situazione dei figli; ora si aspettano un trattamento migliore di quello che viene attualmente riservato loro in questa società sempre più presa dalla smania del denaro.

Cosa si può fare per recuperare il senso della vecchiaia a Canicattì? Ad esempio si potrebbero costruire dei luoghi di ritrovo o sistemare quelli già esistenti. Si potrebbe rinnovare il punto d’incontro per antonomasia la “villa Comunale” che per gli anziani è una sorta di ritrovo dove poter scambiare opinioni sui fatti della giornata o dove poter giocare tranquillamente a bocce.


Da anni però,  più che un luogo di ritrovo la villa è diventata  ababndonata a se stessa.  Non vanno trascurate, inoltre, tutte quelle strutture che renderebbero meno problematica la vita di chi si trova nella cosiddetta terza età. Ad esempio, dovrebbero essere costruiti a Canicattì i bagni pubblici attualmente del tutto inesistenti.

A livello locale, gli anziani dovrebbero essere maggiormente interpellati e coinvolti nelle decisioni riguardanti la sistemazione delle strade e delle altre strutture pubbliche. Il loro punto di vista dovrebbe essere valutato con una maggiore considerazione. Non si può pensare ai vecchi solo come a gente bisognosa di cura. Sta alla società scovare che tipo di contributo ci si può aspettare da loro. Possono offrire la ricca esperienza acquistata in anni di dedizione e lavoro per la propria famiglia e per il loro paese. Un patrimonio di saggezza può essere attinto dal pozzo delle loro conoscenze accumulate durante gli anni. È un patrimonio tutt’altro che trascurabile.