Riceviamo e pubblichiamo:

Quando leggo che chiude il Palacongressi….mi dolgo, mi intristisco, piango!
Mi angoscio e mi carico di rabbia, reagisco, ma sono impotente, debole e allora scrivo…mi libero riacquistando forza.


E’ tangibile di come la nostra terra sia stata abbandonata al suo destino, di come  la “dinamica forza politicha” che si è agitata in tutti questi anni non abbia mai pensato agli interessi di questo lembo di terra. Tutti gli onorevoli che hanno occupato gli scranni della politica, dai livelli più bassi a quelli più alti, non hanno mai  raccolte quelle che sono le istanze del popolo che hanno pensato di rappresentare. La nostra terra, pregnante di ricche ed indiscutibili potenzialità, è stata svenduta da un manipolo di ascari che hanno solo preso e nulla dato. L’aeroporto, le grandi infrastrutture, Lampedusa, il turismo di massa, il rigassificatore, il litorale degradato di San Leone, la Provincia e le sue perle, oggi il palacongressi, domani la Sagra del Mandorlo tutti capitoli aperti e forse chiusi per sempre. Gli “onorevoli” emigrano e si trasferiscono al nord, altrove e neppure si sicordano più della loro terra presi come sono dalle questioni della loro scalata che li porterà al precipizio politico, alla fine. E la terra di Pirandello, del Gattopardo, di Sciascia, di Camilleri  e della Paura di Montalbano, aspettano e aspettano che le cosi cambino pur sapendo che ciò non avverrà mai. E’ il fattore umano quello che ci manca…la politica, su essa, si stenda un velo pietoso.