Archiviata dal giudice per le indahini preliminari del Tribunale di Agrigento l’inchiesta a carico di tre presunti falsi ciechi condotta nel gennaio scorso dai carabinieri della Compagnia di Canicattì. Era stato lo stesso Pm Matteo Delpini a presentare richiesta di archiviazione conseguentemente al dissequestro dei conti correnti e dei beni che erano stati congelati ai tre presunti falsi non vedenti in attesa dell’evolversi dell’intera vicenda.
Infatti, i tre canicattinesi, secondo quanto accertato dal dottor Claudio Allia dell’Università di Catania e consulente nominato dalla Procura di Agrigento, sono affetti da retinite pigmentosa con una visibilità bioculare al di sotto del 3% e per effetto della legge numero 138 del 2001 hanno diritto alla pensione di invalidità ed anche all’assegno di accompagnamento.
In via cautelativa i carabinieri avevano sequestrato i loro conti correnti, alcuni titoli bancari e finanziari nel tentativo di recuperare la somma circa 170 mila euro che i tre negli anni si presumeva avessero truffato allo Stato. I tre, percepiscono tra pensione ed accompagnamento, approssimativamente 800 euro al mese ciascuno. A chiedere alla Procura la nomina di un consulente tecnico nei mesi scorsi era stato il legale di fiducia degli imputati l’avvocato Maria Lo Faso di Canicattì.
I tre canicattinesi, di età compresa tra i 55 ed i 60 anni, in questa azione sono stati supportati dalla sezione di Agrigento dell’Unione Italiana Ciechi.












