Era accusato di avere omesso i pagamenti previdenziali all’Inps, per i braccianti agricoli che lavoravano presso la sua azienda. Un reato che oltre ad una sanzione pecuniaria prevede anche sino a sei mesi di reclusione. Una vicenda molto comune da queste parti, con udienze quasi quotidiane al palazzo di giustizia della città dei Templi.

Ma da questa accusa, un imprenditore agricolo di Canicattì Lillo Lodato di 31 anni è stato assolto dal giudice monocratico del Tribunale di Agrigento Ermelinda Marfia. La vicenda risale al 2010, quando l’Inps, richiese al canicattinese il pagamento di alcune somme tramite delle cartelle esattoriali. Ma al momento dell’invio delle stesse Lodato si trovava fuori sede per lavoro.


Le stesse furono ricevute per notifica dalla madre la quale però, così come è riuscito a dimostrare il legale di fiducia dell’imputato l’avvocato Luisa Di Fede, dimenticò di comunicarlo al figlio. L’imprenditore tornato in città saldò il debito con l’Istituto nazionale di previdenza sociale, ma questo non gli ha evitato di essere sottoposto a processo.

Dopo circa tre anni di udienze ieri è arrivata l’assoluzione di Lillo Lodato, perché il giudice Marfia ha stabilito che non essendo state notificate a lui direttamente non poteva essere a conoscenza delle richieste che gli venivano fatte dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.