< Ho parlato col papà e mi confermava che si stanno registrando dei progressi nelle condizioni di Rosy. Speriamo bene e devo confessare di essere orgoglioso di sapere di essere rappresentante di una comunità così sensibile da non staccare l’attenzione di Rosy >. La speranza di un ‘miracolo è nelle parole del sindaco di Palma di Montechiaro, Pasquale Amato, che tutti i giorni parla telefonicamente con il genitore di Rosy Comparato, per conoscere le condizioni di salute della ragazza. I progressi ci sono stati e stando a quanto si è appreso in questi dieci giorni di degenza all’ospedale di Mannheim, neppure i medici del presidio sanitario tedesco si aspettavano dei miglioramenti. Il quadro clinico seppur fa ben sperare, resta comunque grave. La prognosi sulla vita è riservata. Solo il tempo dirà se la giovane possa un giorno riprendersi e ritornare alla sua vita, la stessa che al momento sembra appesa ad un filo sottile, per colpa dell’ex fidanzato, il ventiquattrenne palmese Vincenzo Clementi, (nella foto), che si è costituito subito dopo avere fatto fuoco. L’amava e non si rassegnava a perderla: questo sarebbe il movente che ha armato la sua mano e da ragazzo incensurato qual’era e passato ad assassino. Chissà cosa gli sarà passato per la testa del ragazzo, descritto da amici e conoscenti come uno ‘tranquillo’, che non aveva mai fatto del male a nessuno. Per tre anni ha fatto su e giù da Palma di Montechiaro alla Germania, e viceversa, adattandosi in diversi mestieri, e dividendo la giornata tra il lavoro e Rosy. Tornava spesso in Sicilia, nel suo paese d’origine per andare a vedere i genitori, i parenti e gli amici, tutti ancora increduli per quello che ha fatto. La gelosia, la rabbia, l’ennesimo rifiuto di ritornare insieme a lui, tutte motivazioni che hanno portato il ventiquattrenne a prendere una orribile decisione: “con me o con nessun’altro”. Ha sparato tre, quattro volte, contro Rosy colpendola alla testa, al viso, altri bossoli sono stati recuperati all’interno di un sottopassaggio.












