Si è rivolta alla polizia per denunciare di avere subito dei prelievi dal proprio conto corrente postale dove ogni mese riceve la pensione erogata dall’Inps. Una somma, quella che con il tempo le è venuta a mancare superiore a settemila euro. Vittima, una ottantenne residente a Canicattì, che dopo la denuncia presentata al locale commissariato ha fatto scattare una indagine adesso approdata alla Procura della Repubblica di Agrigento.

Il contenuto di questa inchiesta condotta dai poliziotti è attualmente coperta da un fitto segreto istruttorio. Impossibile avere da parte degli investigatori notizie su come siano andate effettivamente le cose ma dalle poche indiscrezioni trapelate, si è saputo che a prelevare quei soldi di proprietà dell’anziana sarebbe stato un impiegato di uno degli uffici postali che operano in città.


L’uomo, adesso iscritto nel registro degli indagati dalla magistratura agrigentina, prelevando piccole somme dal conto corrente della signora le avrebbe trattenute per se. Il raggiro messo in atto nei confronti dell’ottantenne sarebbe andato avanti per diversi mesi sino a quando però la donna aiutata da alcuni familiari non ha scoperto che effettivamente sul suo conto corrente c’erano dei prelievi di diverse centinaia di euro che lei non aveva mai effettuato.

L’impiegato, forse sicuro del suo agire, ha però continuato sino a quando la donna, prima si è recata presso la sede dell’ufficio postale per chiedere chiarimenti e successivamente quando ha capito che nessuno le avrebbe potuto fornire delle indicazioni su questa vicenda ha deciso di rivolgersi alla polizia.

Le indagini, sono così andate avanti per diversi mesi ed adesso l’inchiesta è ormai alla fase conclusiva con l’iscrizione sul registro degli indagati del dipendete delle poste che adesso rischia una incriminazione per furto aggravato ed appropriazione indebita.

Nei suoi confronti al momento non è stato adottato alcun provvedimento da parte dell’Autorità Giudiziaria ma non è escluso che possa essere preso a breve. L’ufficio postale, dopo la denuncia dell’anziana, avrebbe anche subito una ispezione da parte della sede centrale di Agrigento la quale avrebbe anche avviato una indagine interna per accertare effettivamente come siano andate le cose. Sulla intera vicenda, come detto, vi è il silenzio più assoluto da parte degli inquirenti i quali non confermano ma neppure smentiscono che sia accaduto qualcosa di simile all’interno di uno degli uffici postali in città.