Rigettata dal Tribunale di Agrigento l’istanza di fallimento che il Consorzio acquedottistico Tre Sorgenti aveva avanzato nei confronti di Girgenti Acque società che in provincia si occupa della distribuzione idrica in diversi comuni.
L’istanza, era stata presentata nel gennaio scorso, perché il Tre Sorgenti aveva sostenuto che Girgenti Acque era debitore nei suoi confronti di oltre 2 milioni e mezzo di euro per le forniture di liquido sino al novembre del 2009 e di circa 7 milioni di euro per acqua non pagata dall’ultimo bimestre dello stesso anno e sino al terzo bimestre del 2011.
Circa 5 milioni di euro, inoltre il Tre Sorgenti li avrebbe dovuti ricevere per forniture di acque per periodi successi al 2011. Esaminata tutta la documentazione presentata dal legale di fiducia del consorzio con sede a Canicattì, Giovanni Rinzivillo, il Tribunale ha deciso che Girgenti Acque non può essere dichiarata fallita, poiché vi è in atto un contenzioso tra le parti che nasce dalla contestazione delle fatture presentate dal Tre Sorgenti alla società che ha sede nella zona industriale di Agrigento.
In attesa che l’intera vicenda venga definita, Girgenti Acque non risulta insolvente nei confronti del Tre Sorgenti. Intanto, a proposito di Tre Sorgenti non si placano le polemiche dopo l’elezione del nuovo Cda e del nuovo presidente. Il sindaco di Campobello di Licata, Gianni Picone, attacca dicendo che è stato consumato un passaggio di spartizione degno di una classe politica d’altri tempi. Infine, secondo il consigliere comunale di Ravanusa Lillo Gattuso, in questa elezione non sono stati adottati metodi di rottura con il passato ma soltanto pensato ad occupare poltrone.












