Gruppi di genitori che controllano a turno i propri figli, una pagina su facebook per scambiare le esperienze ed i consigli ma soprattutto terrore allo stato puro.

E’ quanto succede a Balestrate paese al limite fra le province di Palermo e Trapani dove si è scatenata una vera e propria caccia al furgone bianco che rapirebbe (o almeno tenterebbe di rapire) i bambini. A fomentare l’allarme anche i tanti recenti casi di pedofilia, l’ultimo dei quali avrebbe fatto scattare una vera e propria guerra allo Zen di Palermo.


La vicenda, riferisce il Giornale di Sicilia, nasce da un episodio denunciato ai carabinieri. Un furgone che si accosta, una bambina che cammina sul marciapiede si spaventa, urla e scappa. I militari, però, dicono di non avere registrato altre denunce del genere  in zona.

Ma tanto basta a far scattare la psicosi ed i gruppi di genitori allarmati. Il passaparola è, al tempo stesso, l’arma per difendersi ma anche lo strumento attraverso il quale si diffonde la paura. Nelle ultime due settimana sarebbero decine i presunti avvistamenti del furgone bianco che spia i bambini.

Per i carabinieri è ancora presto per parlare di adescamento o di tentato rapimento. La bambina, secondo quanto riferito in denuncia, si è messa a gridare prima che gli occupanti del furgone facessero qualsiasi cosa. Si è spaventata ed il furgone è andato via. Non si può, dunque, comprendere quali fossero le reali intenzioni.

Un’altra denuncia, in realtà, sembra che esista. Sarebbe stata presentata qualche giorno prima nella vicina città di Alcamo. Stesso furgone bianco, stesso sistema di avvicinamento alla bambina e poi fuga veloce.

Per i genitori, preoccupati, l’allarme e serissimo e lo rilanciano sulla pagina facebook “prendiamoci un caffè e parliamone su FB tutti insieme”, nata per scambiare opinioni fra genitori e divenuta la bacheca per gli allarmi del furgone bianco. In realtà nella pagina ci sono allarmi anche su piante pericolose, su ciò che può far male ai bambini e tanto altro.

Ma l’allarme, vero e esagerato che sia, si diffonde e con lui il panico fra i genitori che non fanno più andare soli a scuola i figli nei paesi della costa fra Palermo e Trapani.

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