Riceviamo e pubblichiamo:
Noi studenti del Liceo Classico “Ugo Foscolo” vogliamo informarvi su quanto stiamo facendo in queste giornate di protesta. La nostra occupazione non vuole e non deve essere una stanca liturgia, non è una moda, né una perdita di tempo, ma deve essere un movimento per la rivendicazione dei nostri diritti, per la difesa di ciò che ci spetta. Abbiamo manifestato il nostro dissenso alla situazione scolastica generale già il 15 c.m. con un’autogestione che esponeva non solo una forte critica nei confronti di ciò che ci pare sbagliato, ma anche una “controproposta”, in grado di poter veramente cambiare, e non farci perdere tempo e giorni di scuola, attraverso una cultura “autogestita”. Abbiamo deciso di cambiare nome alla nostra protesta, che non è un’occupazione illegale, quanto piuttosto una libera e pacifica “Cultur-Azione” che attraverso sportelli didattici, anche con la collaborazione dei professori, con attività di controinformazione, è un motore per garantire una liberalizzazione del sapere, e un punto di svolta per il modo di “fare scuola”. Inoltre, con la nostra protesta, non stiamo occupando segreteria, direzione, presidenza, né tanto meno stiamo impedendo l’ingresso al personale ATA, ai docenti e agli alunni che hanno deciso di non aderire, ma che preferiscono fare lezione regolarmente in aule che noi stessi abbiamo deciso di lasciare libere per garantire il tranquillo svolgimento delle lezioni. Non si evince pertanto un’interruzione di pubblico servizio, né di un’occupazione di pubblico edificio, poiché nessuno come noi studenti è giornalmente a contatto con la nostra struttura. Riguardo ai giorni di assenza, siamo perfettamente consapevoli che potranno abbassarci il voto di condotta, ma anche che il consiglio di classe può decidere liberamente di tenerne conto o meno. Ricordiamo che la nostra Cultur-Azione non è soltanto interna al nostro plesso, o alla nostra più vicina realtà, ma è la voce del malessere scolastico e sociale che opprime al giorno d’oggi l’intera nazione, voce di studenti, docenti, genitori, e quanti hanno dei diritti che spesso vengono negati. Se partiamo col presupposto che non si arriverà mai da nessuna parte, che è meglio arrenderci, che è tutto inutile, invisibile e che nessuno terrà mai conto delle nostre proposte, allora non raggiungeremo mai i nostri obiettivi, ma vivremo in condizioni sempre peggiori che accetteremo senza muovere un dito. Noi non vogliamo assolutamente ciò. Ci stiamo impegnando, a garantire una protesta che sia motore della cultura, perché è possibile diffondere il sapere anche fra di noi, autonomamente, insegnando e diffondendo materiale e informazioni che spesso non ci vengono insegnate nelle normali giornate di lezione, né col programma didattico. Crediamo sia l’ora di avere una cultura più libera, più generale e meno classista, affinché possiamo farne tesoro per il nostro futuro. L’intrusione di estranei è controllata poiché abbiamo saputo organizzare un servizio d’ordine che mira a individuare ogni persona che entra nella nostra scuola, e di poter stabilire chi ha diritto di entrare e chi invece non può. La permanenza nelle ore notturne è regolarmente affidata a studenti maggiorenni, responsabili e firmatari, attraverso dei moduli di autorizzazione firmati dai genitori. Ricordiamo inoltre i motivi che ci spingono ad attuare questa protesta, che devono essere ribaditi e devono essere ricordati per far sì che non sia un movimento senza fondamenta, ma una presa di coscienza.
1- Ritiro immediato della Riforma Gelmini- Tremonti
2- Liberalizzazione del Sapere e della Cultura
3- Edilizia Scolastica (ricordiamo anche la mancanza di acqua, carta, sapone e la mancata accensione dei riscaldamenti)
4- Rinnovi dei trasporti (che ci interessano particolarmente perché nella nostra scuola una vasta percentuale è rappresentata dai pendolari di Ravanusa, Campobello, Naro, Grotte, Delia, Sommatino, Racalmuto)
5- Valutazione narrativa
6- Apertura pomeridiana delle scuole (legata al D.P.R. 567)
Si ricorda, infine, il grosso problema legato alle classi quinte per gli imminenti test universitari ad aprile, che rappresentano un carico aggiunto alla preparazione per gli esami di stato. Noi condividiamo il loro dissenso e siamo anche la loro voce. Un popolo senza cultura è un popolo senza futuro, crediamo giusto che questa venga liberata e perennemente garantita, anche durante la nostra occupazione, che in definitiva non è assolutamente una perdita di tempo, ma la difesa di quello che ci spetta, attraverso una forma che non ha nulla di incivile, illegale, diseducativo e che anzi ha come strumento proprio il Sapere.
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