Domani è l’ultimo giorno di protesta, così come imposto dalla Commissione di Garanzia sugli Scioperi. Nonostante la protesta il Governo non si è degnato di convocarci nemmeno per sentire cosa abbiamo da dire, figuriamoci risolvere i problemi. Alla riunione convocata per il 17 dicembre noi non andremo perché ci saranno seduti al tavolo i nostri carnefici, quelli che hanno distrutto l’autotrasporto italiano e giustamente, la base non capirebbe la nostra presenza, così come abbiamo già spiegato al Sottosegretario Girlanda. Quindi da sabato mattina tutti i coordinatori delle sigle sindacali non saranno responsabili se il popolo scenderà sulle strade più arrabbiato di prima, avendo assistito al muro contro muro del governo contro i manifestanti pacifici. Fino alla mezzanotte di Venerdì 13 i rappresentanti sindacali sono responsabili dell’operato dei propri associati, ma non abbiamo intenzione di prenderci nessuna responsabilità a partire dalla fine ufficiale della protesta. Per quanto mi riguarda i camion dei miei associati sono rimasti nei propri piazzali e osservato il fermo, senza uscire nelle strade, così come imposto dalle ordinanze prefettizie e della questura. Nessuno sa quale scenario si prepara perché i singoli autotrasportatori non vogliono mollare.

LETTERA APERTA A RICHICHI


La revoca del fermo annunciata da Aias e Forza d’Urto ha provocato negli autotrasportatori, in me e in tantissimi colleghi una grande delusione. Non comprendiamo cosa hai ottenuto con la revoca, pensavamo che il motivo fosse la diffida ricevuta qualche anno fa di attuare fermi, ma in molti ci riferiscono che ti sei venduto al sistema. Io non ci credo, ma ti invito a fare chiarezza una volta per tutte e farci sapere quali sono le ragioni che ti hanno spinto a revocare il fermo.

Pippo per il bene ti voglio fai subito chiarezza con un comunicato.

Salvatore Bella Aitras