Due cadaveri appartenenti ad un uomo e una donna, conviventi, Vincenzo Maniscalco, 66 anni, di Ribera e Enza Catanzaro, 55 anni, sono stati rinvenuti questa sera in un’abitazione su due livelli, di via Gullo, una traversa di Corso Umberto I, a Ribera. Lui a letto al primo piano, lei al piano terra riversa sul pavimento, entrambi i cadaveri in avanzato stato di decomposizione. La donna sarebbe morta almeno da due settimane. Li hanno trovati così, oggi poco dopo le 19.30, i vigili del fuoco del comando provinciale di Agrigento e i carabinieri della Tenenza di Ribera, avvertiti dai familiari e dai vicini, insospettiti di non essere riusciti a contattarli negli ultimi sei, sette giorni. Strasera la macabra scoperta: i pompieri sono entrati sfondando la porta d’ingresso e li hanno trovati senza vita. Cosa abbia ucciso di due, per il momento è un mistero. Resta da capire, e sarà forse l’autopsia prevista per lunedì, se la donna sia stata colta da malore e lui vedendola deceduta, l’abbia vegliata, spegnendosi a sua volta per il dolore. Manca ancora la certezza ma dalle prime indagini dietro al decesso della coppia ci sarebbe un dramma della solitudine. Esclusa dagli investigatori dopo i primi esami cadaverici la prima ipotesi che era stata avanzata circa un omicidio-suicidio. Secondo quanto sarebbe emerso, la donna, Enza Catanzaro, di 55 anni, di Sciacca, circa quindici giorni fa sarebbe stata stroncata da un improvviso malore. Il marito, Vincenzo Maniscalco, 66 anni, malato e impossibilitato a muoversi dal letto, dove è stato trovato dai carabinieri, non ha potuto soccorrerla, né chiamare aiuto. Sono così morti, soli e distanti, senza che nessuno se ne accorgesse, lei al piano terra dell’appartamento su due livelli, lui al piano superiore nella camera da letto. La vicenda si è consumata a poche decine di metri da Corso Umberto I e via Roma.












