Nuovi sviluppi nell’inchiesta sul sindaco di Licata Angelo Balsamo, 57 anni, Francesca Bonsignore, 54 anni, e Mary Ann Casaccio, 40 anni ( i primi due finiti ai domiciliari). La Procura della Repubblica di Agrigento ha iscritto nel registro degli indagati il piccolo imprenditore licatese Carmelo Malfitano per favoreggiamento personale. L’uomo, infatti, subito dopo l’interrogatorio di Mary Ann Casaccio disposto dalla magistratura, avrebbe avvicinato per due volte la donna tentando di organizzare un incontro con il sindaco Balsamo “al fine trovare una soluzione soddisfacente per tutti”. Malfitano verrà presto interrogato dal Pm Vella. Altra novità è rappresentata dal fatto che la compagnia assicuratrice Unipol che ha liquidato l’indennizzo per l’incidente stradale oggetto dell’inchiesta ha preannunciato che si costituirà parte civile nel processo a carico dell’avvocato e sindaco di Licata, Balsamo.
Ha fatto scena muta Francesca Bonsignore, 54 anni, di Licata, finita agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura di Agrigento, a carico del sindaco di Licata, Angelo Balsamo, 57 anni, e che vede indagata Mary Ann Casaccio, 40 anni. La donna sottoposta ad interrogatorio di garanzia dal Gip del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Presenti il pubblico ministero Salvatore Vella e il suo avvocato difensore, Giuseppe Glicerio. Lunedì alle 15,30 verrà interrogato il sindaco Balsamo che è assistito dall’avvocato Nino Gaziano.
“Riteniamo doveroso, per il bene della città, in questo particolare momento, continuare a garantire il nostro impegno nella gestione amministrativa, nel rispetto dei principi di buon andamento del governo della città”. Lo dice il vice sindaco di Licata, Angelo Cambiano, che sta sostituendo il sindaco Angelo Balsamo arrestato, e posto ai domiciliari, nei giorni scorsi, per le ipotesi di reato di dichiarazioni false, truffa e corruzione in atti giudiziari. Cambiano sgombra il campo dall’ipotesi di dimissioni in massa dalla Giunta. “È nostra intenzione – conclude – continuare il percorso intrapreso, con l’impegno che ci ha contraddistinti fino ad ora, confidando nel lavoro che sarà svolto dalla magistratura”.












