Credo che ogni cittadino di questo nostro Stato,costretto a pagare le tasse più alte dell’intera U.E, si chieda e a ragione sino a quando durerà l’attuale crisi economica, tanto profonda e di così lunga durata da non trovare riscontri nella storia della Repubblica, considerato che sinora tutti gli escamotages governativi ,avallati autorevolmente dal nostro Presidente Napolitano,non sono riusciti a trovare le soluzioni adeguate per iniziare quel tanto sperato processo di crescita e di ripresa economica che avrebbe potuto far ben sperare per l’avvenire.
Ci si vuol riferire in particolare al duplice tentativo del Governo Monti prima e delle “larghe intese”dopo che,pur nella nobiltà dei buoni propositi, è miseramente fallito per i motivi a tutti noti.
Ed anche il Governo attualmente in carica,presieduto dall’On.le Letta,penso che non abbia sinora fatto grandi progressi in proposito mancando, a mio modesto avviso, quel coraggio tanto necessario per fare le riforme ,oramai non più procrastinabili,senza le quali non si va da nessuna parte anzi il Paese sprofonderà sempre più nel baratro da cui, almeno a breve termine,sarà oltremodo arduo poter venirne fuori.
Circa i motivi che hanno determinato questa gravissima crisi,tralasciando quelli imputabili alla politica economico-finanziaria degli USA, non sfugge a nessuno come gli stessi vadano ricercati nella politica adottata in passato dai nostri governanti definibile,a voler essere buoni,quanto meno imprevidente; il che ha fatto si che il debito pubblico sia aumentato in misura così abnorme e spropositata tanto da collocare il nostro paese nell’ambito europeo al secondo posto dopo la Romania e la Grecia.
A tutto questo aggiungasi una burocrazia oltremodo lenta e farraginosa che scoraggia qualsiasi impresa,italiana ed estera,a operare in Italia con gravissime ripercussioni negative sul piano economico per tutti i cittadini e, in special modo, per i datori di lavoro e per i lavoratori,indotto compreso.
A riprova di ciò, basta citare i numerosi casi di suicidio effettuati sia dai titolari d’imprese non più in grado di garantire il posto di lavoro ai propri dipendenti che dai tanti padri di famiglia che, appunto a causa della perdita del lavoro ,preferiscono togliersi la vita non essendo più in grado di portare a casa un tozzo di pane!
Come se non bastasse in questi ultimi tempi si assiste,altresi, all’indecoroso spettacolo della incriminazione per peculato,truffa e quant’altro,di interi Organi politici regionali di qualunque parte del Paese con gravissimo danno anche sotto il profilo dell’immagine di fronte agli osservatori stranieri oltre che alla insensibilità dell’intera classe politica nostrana per i problemi della povera gente essendo più interessata al mantenimento dei propri privilegi e delle loro laute prebende.
Ciò sta a significare che la nostra Italia, da sempre considerata culla del diritto, è divenuto il paese dove il diritto viene maggiormente calpestato e la illegalità trova la sua massima diffusione in barba ai principi dell’etica, dell’onestà e della legalità che dovrebbero caratterizzare l’operato di qualsiasi pubblico amministratore dal più piccolo al più grande di qualsiasi appartenenza politica.
In presenza di una tale e drammatica situazione, anche alla luce del fatto che non si intravedono spiragli di salvezza per un futuro prossimo,credo non sia peregrina la domanda che si pone la stragrande maggioranza degli italiani circa le possibilità di uscire dal tunnel dell’attuale crisi che ha messo in ginocchio l’intero sistema economico e che fa temere,in mancanza di provvedimenti adeguati,tempestivi e seri,sulla tenuta dello stesso sistema democratico.
A ciò aggiungasi il fatto,e spero proprio di sbagliarmi,che tuttora continua la solita litigiosità dei nostri leaders politici mentre al momento viene anche avvertita una certa intolleranza al cambiamento da parte di alcune personalità politiche come è facile dedurrre dalle remore e dalle difficoltà ogni giorno incontrate dall’attuale segretario del Pd per l’attuazione della riforma elettorale che costituisce il primo passo per le successive modifiche anche della carta costituzionale oramai non più rinviabili, in mancanza delle quali, la nostra Italia continuerà ad essere sempre la solita”nave senza nocchiero in gran tempesta”che potrebbe incagliarsi sugli scogli di un deprecabile regime antidemocratico che sarebbe,ahimè, molto lesivo e dannoso per tutti.
S.Curcio

















