Il Mec, in collaborazione con ConsumerInst il centro di ricerche dei consumatori di Catania, ha realizzato una elaborazione sul reddito dei consumatori italiani per il 2014. Secondo l’indagine, basata su dati Istat fino al 2013, il reddito disponibile delle famiglie italiane dei ceti medi e bassi che riguardano circa il sessanta per cento del totale, si attesterà, in media, per l’anno in corso, a soli 931 euro al mese, in assenza di correzioni.
Secondo l’indagine, basata su dati Istat fino al 2013, il reddito disponibile delle famiglie siciliane dei ceti medi e bassi che riguardano circa il sessanta per cento del totale, si attestera’, in media, per l’anno in corso, a soli 660 euro al mese, in assenza di correzioni.
In media, la Sicilia, ha circa il trenta per cento in meno del reddito medio nazionale e solo quattrocentomila famiglie raggiungono un reddito superiore ai duemila Euro al mese. Il dato, secondo il Mec, Movimento Elettori e Consumatori, particolarmente allarmante, e’ attribuibile all’aumento della disoccupazione e alla ulteriore riduzione del tasso di attivita’, oltre che alla riduzione del numero delle pensioni erogate che sono state, e tuttora sono, uno degli ammortizzatori sociali piu’ efficaci del meridione. Al Centro si supera la soglia media nazionale e si arriva a sfiorare i 1.000 euro. Il Nord resiste leggermente meglio, rispetto alla media nazionale, nel Nord Ovest e nel Nord Est, toccando i record nazionali di queste fasce sociali, con 1.117 e 1.163 euro mensili.
“Le nostre analisi hanno voluto tenere conto solo degli elementi piu’ positivi e pertanto il dato, sia pure scioccante, e’ ancora ottimistico ed in linea con quanto il Mec ha elaborato lo scorso ottobre 2013″, ad affermarlo e’ Claudio Melchiorre, presidente del Movimento nazionale MEC e di ConsumerInst, l’Istituto di ricerca dei consumatori fondato da alcune tra le maggiori associazioni dei consumatori catanesi. Melchiorre lancia un allarme forte sulla situazione sociale delle famiglie siciliane: “Almeno un terzo dei siciliani ha gia’ smesso di pagare qualsiasi cosa che non sia assolutamente urgente ed immediata. La stretta sulle assicurazioni attenuera’ fortemente il movimento delle persone nell’isola, rendendo ancora piu’ difficile l’occupazione e la creazione di valore aggiunto. La spesa sara’ possibile molto presto solo per alimenti e pochi abiti, mentre le offerte speciali nei supermercati sui cibi in prossimita’ di scadenza non sono gia’ piu’ alla portata di quasi tutto l’ex ceto medio siciliano”. I consumatori chiedono quindi che le istituzioni centrali e locali dell’isola convochino al piu’ presto le associazioni di rappresentanza dei cittadini e non solo dei sindacati. “Ormai i superstiti salariati sono una minoranza che si riduce ad appena il 13% della popolazione – aggiunge -. E’ evidente che bisogna cambiare registro e che occorre affrontare l’emergenza sociale in termini di prevenzione della fame, di un letto, della sanita’, degli abiti, per almeno la meta’ dei siciliani”.
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