Il bollettino di guerra delle scuole palermitane si allunga: una porzione del soffitto della classe quarta dell’istituto elementare e dell’infanzia in via Marinella Bragaglia a Palermo è caduto alle 13.10 provocando paura e choc tra i bimbi che erano seduti per la lezione ormai agli sgoccioli. Un nuovo episodio a Palermo nelle classi occupate dai piccoli alunni che settimanalmente assistono a crolli, alla chiusura delle aule per lavori o per la presenza di topi: poteva essere una tragedia. Invece non ci sono feriti: solo due gemelle sono state medicate dai sanitari del 118 per graffi. I genitori hanno rifiutato il ricovero. Nella scuola in via Bragaglia ci sono nove classi delle elementari dell’istituto Cavour, chiuso per lavori di manutenzione, e quattro di materna.

IL COMUNE. Gli assessori comunali Barbara Evola e Agata Bazzi, che si sono recati nella scuola, non fanno cenno alle condizioni in cui si trovano gli istituti palermitani ma invece affermano che “nessun alunno della scuola elementare Bragaglia è rimasto oggi ferito a seguito di un distacco di intonaco in un’aula”. Il responsabile Welfare del Pd, Davide Faraone, ex consigliere comunale a Palermo, che conosce bene la situazione delle scuole del capoluogo siciliano, dice: “Il crollo segnala l’esistenza di una emergenza nazionale a cui bisogna dare velocemente risposte concrete. Oramai si è perso il conto di quanti incidenti di tale genere si siano registrati”.


LA PRESIDE. La preside Gerlanda Uschera minimizza. “I bambini erano dentro l’aula e stavano finendo le lezioni. Ma non è successo nulla di grave. Non ho notizia di bimbi feriti. È chiaro che erano molto spaventati per quanto successo, ma sia la maestra che tutto il personale ha agito in modo professionale facendo uscire i piccoli dalla classe”.

“Erano le 13.10 – aggiunge – Ho subito chiamato i vigili del fuoco e il personale del 118 per dare assistenza ai bambini. Non è successo nulla di grave. Sono arrivate l’assessore regionale Nelli Scilabra, e quelli del Comune Barbara Evola e Agata Bazzi per rendersi conto di quanto successo. Credo che in poco tempo le due aule interdette dai vigili del fuoco saranno presto agibili. Vorrei tranquillizzare tutti i genitori che mi hanno chiamato – conclude la preside – ho visto foto pubblicate su internet che non corrispondono al vero che non sono della scuola. Non è successo nulla di grave”.

I GENITORI. Ma i genitori sono furiosi. “A dicembre abbiamo segnalato alla preside la presenza di crepe in alcune classi della scuola”. I parenti hanno visto uscire di corsa i propri figli spaventati. Erano fuori ad attendere i loro piccoli dopo una giornata a scuola. Hanno visto arrivare i vigili del fuoco, i carabinieri e le ambulanze del 118. Ora non vogliono che i loro figli entrino più in quei quei locali di una scuola che secondo loro assomiglia più a uno scantinato adattato alle esigenze didattiche. I genitori di alcuni alunni hanno contestato anche la decisione delle autorità scolastiche di non far evacuare le altre aule dell’istituto. Alcune classi hanno svolto regolarmente le lezioni fino alle 16. “Domani mattina porteremo i nostri bambini – annunciano alcuni genitori – davanti alla scuola all’orario di ingresso ma non li faremo entrare. Vogliamo una spiegazione da parte della preside”.

LE REAZIONI. “Le scuole italiane cadono a pezzi, e noi lo diciamo oramai da anni. Il problema delle strutture scolastiche rappresenta una questione irrisolta nel nostro Paese – afferma il Segretario Nazionale Codacons, Francesco Tanasi – al punto che abbiamo dovuto avviare, e vincere, una apposita class action contro il Ministero dell’Istruzione, affinché venisse emanato il piano generale di edilizia scolastica come stabilito dalle leggi. L’episodio odierno dimostra come troppe scuole in Italia non siano sicure e rappresentino un potenziale rischio per la salute di studenti, insegnanti e personale scolastico”.

Il Codacons invita dunque i genitori degli studenti che frequentano la scuola coinvolta nell’incidente e il personale scolastico dell’istituto a chiedere un risarcimento danni al Ministero dell’Istruzione, in relazione ai rischi corsi ai mancati provvedimenti per la messa in sicurezza degli istituti scolastici.

“Ora basta” tuona la “Rete degli studenti” che ribadisce l’urgenza di interventi sull’edilizia scolastica. “Nel nostro Paese – ricorda Daniele Lanni, Portavoce Nazionale della Rete degli Studenti – più di una scuola su due non è a norma. È uno scandalo, un emergenza nazionale. Anche questa volta abbiamo sfiorato la tragedia. Troppo spesso sentiamo notizie come questa, e non siamo più disposti ad aspettare l’ennesima tragedia. Si intervenga immediatamente”.

“La situazione – continua Lanni – è insostenibile. Lo diciamo da anni: non si può avere paura di andare a scuola. Chiediamo da anni che venga completata l’anagrafe nazionale degli istituti scolastici, così da avere un quadro chiaro e che ci si muova subito per rimettere in sesto gli edifici che non sono a norma. Non si può più attendere”.

La Rete degli Studenti esprime quindi la propria vicinanza alle famiglie degli studenti feriti. “Mentre la discussione nel Paese sembra guardare altrove, chiediamo invece – conclude – che si pensi ai veri problemi del Paese, a partire dal mondo dell’Istruzione e dalla sicurezza nelle Scuole”.