Soltanto l’approvazione del nuovo regolamento edilizio potrà salvare gli oltre 100, (si parla addirittura di 190). esercizi commerciali di Canicattì che rischiano la revoca della licenza o la sospensione”.
E’ questo quanto sostiene il consigliere comunale Antonio Tiranno, dopo avere appreso che “Girgenti acque”, società che in provincia di Agrigento, gestisce la distribuzione idrica, ha segnalato alla Prefettura all’Asp e al comune che oltre un centinaio di esercizi non sono in regola con i pagamenti o con i contratti ed hanno attualmente la fornitura di acqua potabile sospesa.
“Infatti, -aggiunge Tiranno- l’articolo 52 del nuovo regolamento edilizio che dovrà essere approvato dal consiglio comunale prevede che per le attività commerciali che non effettuano somministrazione o preparazione di alimenti, è ammessa ogni fonte di approvvigionamento idrico autorizzato.
Questo significa che ad esempio un negozio di mobili o una cartoleria non necessariamente deve sostenere le spese per l’allaccio alla rete idrica gestita dalla società agrigentina ed in teoria potrebbe rifornirsi di acqua anche tramite autobotti autorizzate dal comune. Ma il nuovo regolamento- conclude il consigliere comunale- preparato dalla apposita commissione è ormai fermo all’Ufficio Tecnico da oltre un anno.
Per questo motivo non può essere approvato dal consiglio comunale”. Intanto, in città giorno dopo giorno cresce la tensione tra i titolari di esercizi commerciali che sono stati oggetto degli accertamenti effettuati dalla società idrica che ha sede nelle zona industriale di Agrigento.
Da più parti viene chiesto l’interessamento da parte dell’amministrazione comunale che però ad oggi tace su un così grave e delicato problema.












