Sono giovani talenti del Made in Italy, sono under 30 e sono soprattutto agrigentini: Ezio Lauricella, di Ravanusa, e Alessia Vella, di Campobello di Licata. Giovanissimi, un anno e mezzo fa, si sono buttati nell’avventura del made in italy eco-sostenibile, mix di tradizione-innovazione- etica. Hanno creato il brand Cum Laude – Con Lode, la cui formula, tra elegante design e rispetto dell’ambiente, è improntata alla customer satisfaction e al marketing 3.0. «Mi piaceva l’idea di un nome – racconta Ezio, fondatore del marchio – che trasmettesse il senso dell’importanza, mettendo enfasi sulla qualità della manifattura italiana. Un’avventura nata osservando l’artigianato locale in Europa e riflettendo come stiamo esportando non solo cervelli ma anche competenze manuali. La Sicilia è una terra ricca di creatività, da cui partono idee innovative, opportunità per giovani e territorio». All’interesse per l’aspetto manageriale nella moda, si è aggiunto quello verso l’eco-sostenibilità, in virtù anche dei suoi studi economici universitari. Al suo fianco, l’altrettanto giovane Alessia Vella, laureata in Economia delle Imprese alla Luiss di Roma: «C’era la voglia di creare qualcosa di mio e il progetto di Ezio è caduto a pennello – afferma – ho deciso subito di collaborare, anche per l’aspetto di eco-sostenibilità capace di coniugare tradizione e innovazione». Alessia si occupa dell’internazionalizzazione del marchio, in altre parole di far conoscere il brand nel mondo e studiare il mercato in cui può svilupparsi. «C’è un grande interesse – prosegue – di Russia, Giappone e Stati Uniti al Made in Italy. “Cum Laude” sta destando molta curiosità in città come Mosca, San Pietroburgo, New York. Nel progetto fotografico “In The World” mi ha stimolato molto l’idea di abbinare la bellezza della donna a quella del luogo». Il punto di forza delle creazioni Cum Laude è il mix tra prodotti rigorosamente eco-sostenibili, come la canapa, la seta, pelli riciclate e colorazioni naturali estratte da tè nero, melograno e zafferano. Tutto lavorato a mano, come da tradizione artigianale italiana e in controtendenza rispetto alle note multinazionali che hanno fatto la scelta di delocalizzare le produzioni e attività aziendali in Paesi in via di sviluppo. E in Italia o in Sicilia? «Ovviamente il Made in Italy ha una sua nicchia anche nel nostro paese – risponde Ezio – ma in Sicilia, è tutto più difficile». Il giovane non nasconde l’aspirazione futura a un’attenzione nostrana e, dopo la Scala dei Turchi, guarda al sito archeologico agrigentino: «Mi piacerebbe – afferma – che la Valle dei Templi fosse location di una prossima campagna pubblicitaria. Anzi attraverso quest’intervista rivolgo un appello all’amministrazione comunale».
CHIARA MANGIONE
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