Si tratta di un coetaneo della vittima, finito in manette nelle ultime ore. Secondo l’accusa, sarebbe lui l’ultimo ragazzo che, in compagnia di altri tre giovani, avrebbe partecipato all’agguato sotto casa del 19enne. Con questo fermo salgono a quattro gli indagati arrestati e condotti in carcere.
Il giovane, difeso dall’avvocato Angelo Benvenuto, comparirà nelle prossime ore davanti al Gip del Tribunale di Agrigento.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i quattro si sarebbero presentati sotto l’abitazione della vittima armati di una pistola calibro 22, esplodendo complessivamente otto colpi in due distinte raffiche contro la finestra dell’appartamento.
Il movente dell’agguato risalirebbe alla sera precedente, quando in discoteca il branco avrebbe accerchiato il 19enne, che per difendersi avrebbe colpito con una bottiglia alla testa il fratello minorenne di uno degli indagati. Già quella sera, secondo alcuni testimoni, il gruppo circolava armato.
Gli investigatori ritengono però che l’episodio abbia radici più profonde. A settembre 2025 il 19enne era già stato accoltellato al torace da uno degli odierni indagati. Da allora sarebbe iniziata una vera e propria spirale di violenze, minacce e molestie nei suoi confronti: aggredito con uno sgabello in un locale, minacciato con un coltello da cucina, tempestato di messaggi di morte sui social e persino a scuola, dove in un’occasione trovò sul banco un bigliettino con la scritta “mors tua, vita mea”.
L’indagine, coordinata dalla Procura di Agrigento, continua per fare piena luce su una vicenda caratterizzata da un’escalation di tensione durata diversi mesi.












