Riceviamo e Pubblichiamo:
Preg.mo Sindaco del Comune di Canicattì
Oggetto: Incontro con il Commissario dell’Ato idrico in Agrigento.
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Considerato che lunedì 24 febbraio è organizzato un incontro tra i Sindaci della Provincia di Agrigento con il Commissario dell’ATO idrico la invito a volere rappresentare e comunicare le problematiche di interesse generale riguardanti i cittadini, in riferimento alle varie anomalie riguardanti il servizio idrico integrato gestito da Girgenti Acque S.p.A., le evidenzio quanto segue chiedendole di intervenire con urgenza per porre fine alla gestione inadeguata e vessatoria che la citata Società continua ad esercitare in modo arbitrario su un bene essenziale come l’acqua.
Si elencano a seguire, brevemente, parte delle innumerevoli problematiche ancora oggi sussistenti nella gestione del servizio idrico integrato:
– Retroattività della tariffa idrica: con deliberazione n° 2 del 20/06/2012 del Commissario ad Acta in sostituzione dell’Assemblea dei Rappresentanti dell’A.T.O. Idrico AG9 è stata approvata la Tariffa del Servizio Idrico Integrato della Provincia di Agrigento. Tale tariffa, pur approvata a giugno 2012, è stata applicata dal gennaio dello stesso anno ignorando il principio della irretroattività della legge e comunque in violazione dei doveri di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto. Ciò ha portato all’emissione di una prima “tranche” di fatture a maggio 2012 e di una seconda a novembre con il ricalcolo retroattivo dei consumi – spesso presunti – secondo le nuove tariffe, notevolmente più esose delle precedenti. Tale nuova tariffa unitamente alle mancate letture degli anni precedenti ed alla vetustà ed illeggibilità di parte dei contatori ha portato all’emissione di fatture di migliaia di euro, insostenibili in un momento di grave crisi economica come quello attuale. Tale comportamento, vessatorio ed indice evidente di abuso di posizione monopolistica, si è ripetuto con l’approvazione della tariffa 2013, approvata ad aprile ed applicata a decorrere dal 1 gennaio 2013, con conseguente emissione di fatture contenenti corposi conguagli a favore della Società.
Occorre rilevare che la tariffa relativa ai consumi idrici è un atto amministrativo, di regola irretroattivo, che introduce in via autoritativa ed unilaterale una prestazione imposta per la fruizione di un servizio essenziale per il soggetto che se ne avvale ( Consiglio di Stato – Sezione VI – n.4301/1998).
La giurisprudenza amministrativa ha più volte posto in rilievo che la regola di irretroattività della azione amministrativa è espressione dell’esigenza di garantire la certezza dei rapporti giuridici, oltreché del principio di legalità che, segnatamente in presenza di provvedimenti limitativi della sfera giuridica del privato (tali sono quelli introduttivi di prestazioni imposte), impedisce di incidere unilateralmente e con effetto “ex ante” sulle situazioni soggettive del privato
Una recentissima sentenza del Giudice di Pace di Sciacca, in tal senso, ha ulteriormente evidenziato l’abuso perpetrato da Girgenti Acque mediante l’applicazione retroattiva delle proprie tariffe.
Tali somme, indebitamente sottratte ai cittadini, devono essere restituite anche mediante compensazione sulle fatture successive, questo Comitato auspica un intervento immediato del Sindaco al fine di ottenere un pronto riscontro dal Commissario Straordinario Liquidatore, Dott. Benito Infurnari.
– Imposizione agli utenti, al fine di concedere la rateizzazione delle fatture, di un pagamento anticipato di un terzo dell’importo complessivo della fattura:come anticipato, la suddetta Società, al fine di concedere la rateizzazione delle fatture, indipendentemente dall’importo delle stesse o dalla correttezza dei consumi riportati,obbliga l’utente a pagare un terzo della fattura al fine di concordare la rateizzazione: tale obbligo, oltre a rappresentare un comportamento vessatorio, determina una vera e propria emergenza nei confronti di inoccupati o pensionati c.d.”sociali” che raggiunti da fatture di migliaia di euro e avvisati della possibile sospensione idrica non possono richiedere la rateizzazione in quanto impossibilitati a pagare anticipatamente un terzo del totale. E’ appena il caso di specificare che la mancata presentazione allo “sportello” di Girgenti Acque del bollettino di conto corrente postale relativo al versamento effettuato, comporta il rifiuto della rateizzazione anche quando il rateo di un terzo corrisponda a migliaia di euro e dunque sia assolutamente impossibile da pagare per cittadini già pesantemente gravati da una crisi economica gravissima. Si chiede, con urgenza, la cessazione di tali pretese del tutto vessatorie.
– Tariffe inopinatamente elevate ed inapplicabili ai condomini, incomprensibile distinzione tra residenti e non: Si chiede una completa rimodulazione delle tariffe, elevatissime ed ingiustificate attesa anche la carente qualità del servizio reso.
Inoltre, tali tariffe sono inapplicabili per i condomini in quanto Girgenti Acque ad oggi eseguendo solo la lettura del contatore centrale e non dei singoli contatori relativi alle utenze, non può determinare i singoli consumi.
Appare evidente che un non residente non possa mai consumare quanto un residente, si determinerà, dunque, un danno per i residenti che pagheranno una fattura calcolata anche sul consumo presunto dei non residenti e dunque con un costo notevolmente maggiore attesa l’esosità della tariffa per questi ultimi.
Incomprensibile è, infine, l’odiosa distinzione tra residenti e non residenti poiché questi ultimi sono tenuti a pagare, anche senza alcun consumo, una quota fissa di € 140,37 anche senza alcun consumo. Tale quota fissa è di € 56,80 per i residenti.
Dunque i non residenti pagano una quota fissa che è quasi il triplo dei residenti ed è totalmente incomprensibile il motivo di tale e tanta differenza.
Elevatissimo è, inoltre, il costo dell’acqua che giunge ad € 2,43 in quarta fascia per i residenti e ad € 2,87 in terza fascia per i non residenti.
Tali differenze sono incomprensibili ed ingiustificabili e devono essere eliminate parificando la tariffa dei non residenti ai residenti.
Inoltre, nel caso in cui non vengano comunicati i dati catastali per tempo, il gestore applica la tariffa idrica più sfavorevole, nonostante la richiesta dei dati non sia pervenuta a tutti i cittadini in quanto inviata tramite posta ordinaria.
– Richiesta di intervento urgente in merito alla sospensione della fornitura idrica in caso di morosità: La sospensione del servizio idrico è un atto particolarmente grave sia perché compromette fortemente la qualità della vita e della salute dei cittadini, valore costituzionalmente tutelato, sia perché tale sospensione avviene con modalità, a parer nostro, illegittime ed a seguito dell’emissione di fatture di migliaia di euro (si badi bene anche per utenze singole) assolutamente sproporzionate rispetto ai consumi reali. Tali fatture, emesse anche in presenza di letture presunte e di contatori illeggibili o malfunzionanti, senza dunque avere certezza della correttezza degli importi richiesti, determinano una situazione di grave incertezza nei cittadini anche in considerazione del fatto che la suddetta Società non risponde spesso ai reclami dei singoli cittadini ai quali non rimane altro da fare che rivolgersi all’Autorità Giudiziaria con aggravio di costi difficilmente sostenibili in un momento economicamente critico come quello attuale.
Inoltre, nonostante il regolamento di utenza citi al punto 2.6.6. la possibilità, prima della sospensione, di una riduzione dell’erogazione, in realtà Girgenti Acque procede soltanto alla sospensione totale della fornitura senza alcuna riduzione.
Inoltre, non essendovi alcuna tutela per i soggetti economicamente più poveri, disabili oanziani, la fornitura viene sospesa prescindendo da qualsiasi considerazione relativa alla tipologia di utenza, non tutelando neppure cittadini gravemente malati e bambini. Tali distacchi devono cessare o occorre determinare una tariffa speciale agevolata per le fasce deboli e svantaggiate della popolazione.
– Verifica funzionalità del contatore: Secondo quanto disposto dal Regolamento d’utenza e come facilmente verificabile sul sito della citata Società: “per le richieste di VERIFICA DEL REGOLARE FUNZIONAMENTO DEL CONTATORE è necessario allegare alla richiesta assegno circolare non trasferibile intestato a Girgenti Acque spa dell’importo relativo alla prova metrologica nella misura di: Euro 169,32 per contatori di diametro da 13 a 32 mm ed Euro 292,47 per contatori di diametro da 38 a 50 mm. Se dalla prova metrologica emergesse l’irregolare funzionamento del contatore, l’importo versato sarà restituito all’utente e la bolletta verrà ricalcolata. Viceversa, nel caso in cui venisse confermato il regolare funzionamento del contatore, l’importo versato per la verifica verrà trattenuto a titolo definitivo dalla Girgenti Acque spa”.
Tali costi sono eccessivamente gravosi, ingiustificati e vessatori perché molti cittadini, alla luce delle somme richieste per la verifica, non possono provare il cattivo funzionamento del contatore e, dunque, l’irregolarità dei consumi ed evidentemente, l’erroneità della fattura.
Tale richiesta, di € 169,32 o € 292,47 in funzione della tipologia di misuratore da verificare, è ancora più vessatoria se si considera il pessimo stato dei misuratori e l’obsolescenza dei modelli installati nelle abitazioni dei cittadini. Occorre prevedere una verifica gratuita o a costi estremamente ridotti per gli utenti.
– Applicazione della mora del 6% alla scadenza della fattura: Ilpunto 2.6.6 riporta: “Le somme dovute per la somministrazione dell’acqua e le altre dovute al Gestore per l’utenza dovranno essere pagate entro la data di scadenza indicata in fattura, che sarà di norma compresa entro 15/30 giorni dalla data di emissione della stessa.
Trascorso tale termine, l’utenza sarà ritenuta morosa ed il Gestore applicherà una indennità di mora pari al 6% dell’importo della stessa, con un minimo pari al doppio della tariffa base di fornitura di un m3 di acqua.” Talemora è oltremodo gravosa se si pensa agli importi elevatissimi delle fatture emesse da Girgenti Acque S.p.A, specie se si pensa che, come riferito da centinaia di cittadini, le fatture molto spesso pervengono nelle case dei cittadini prossime alla scadenza o, a volte, già scadute. Conseguentemente, il 6% di mora viene calcolato su importi esosi e comporta un aggravamento notevolissimo dell’importo della fattura successiva. A ciò si aggiunga che tale importo viene a gravare anche su utenti che non hanno nessuna colpa in quanto la fattura perviene loro già scaduta. Tali pretese, oltre che probabilmente vessatorie, sono ingiuste se si pensa alla gravissima crisi economica che attanaglia il Paese ed il sud Italia in particolare.
– Costi esorbitanti, fino a € 2,50 a mc, per la depurazione e per lo scarico in pubblica fognatura e calcolo di tali costi in funzione dell’acqua in entrata e non su quanto effettivamente versato in pubblica fognatura:i parametri per il calcolo dei costi della depurazione e lo scarico in pubblica fognatura, vengono effettuati, non sulla quantità di acqua in uscita, effettivamente depurata, ma al contrario sulla quantità complessiva dell’acqua in entrata.
Viene, dunque, fatto pagare il servizio anche con riferimento alla quantità di acqua che viene utilizzata per usi che non richiedono la depurazione o lo scarico in fognatura, a cominciare da quella che viene utilizzata per irrigare ed innaffiare giardini, aiuole o piccole estensioni di terreno destinato a verde privato. Stiamo parlando di una situazione che danneggia gravemente una gran quantità di proprietari di immobili accatastati come villette, piuttosto che abitazioni provviste di adiacenze destinate a verde, per le quali l’utilizzo dell’acqua per tali usi non necessita di depurazione. Pare dunque di tutta evidenza come queste modalità di calcolo facciano inopinatamente schizzare verso l’alto i già insopportabili costi del servizio, ad evidente nocumento per centinaia di famiglie.
– Richiesta di pagamento in fattura, in più occasioni, del canone fognario e del canone di depurazione nei confronti di cittadini residenti in zone prive di rete fognaria e del depuratore:la città di Sciacca è, ancora oggi purtroppo, priva in alcune zone di rete fognaria e non aveva, fino a pochi mesi fa, un depuratore, nonostante ciò, la suddetta società ha più volte, nel corso degli ultimi anni, addebitato il canone fognario a numerosissimi cittadini residenti in zone prive di rete fognaria e, in molti casi, ha addebitato persino il canone di depurazione pur non gestendo, come anticipato, il depuratore.
Fiduciosi in suo pronto riscontro, porgiamo i più cordiali saluti.
Antonio Ferdinando Maira

















