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Sicilia, la marcia No Muos registra 2000 partecipanti: scontri con la Polizia

Scritto da il 2 marzo 2014, alle 06:06 | archiviato in Politica, politica sicilia. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Era iniziata pacificamente. Un lungo serpentone colorato di 2000 persone con bandiere, striscioni, cartelli e tamburi hanno vita a Niscemi ad una nuova manifestazione di protesta contro il Muos, il sistema di comunicazione satellitare ad altissima frequenza contestato per i suoi campi magnetici ritenuti pericolosi alla salute. Quando un gruppo di manifestanti ha cercato di forzare il cordone di polizia in tenuta antisommossa, che proteggeva la base Americana, in contrada Ulmo, è partita la carica delle forze dell’ordine.

Di due feriti il bilancio degli scontri: un’attivista palermitana, Valeria Cimò, è stata colpita alla fronte e un agente di polizia al naso. Sono entrambi ricoverati in ospedale e verranno sottoposti ad accertamenti, ma non sarebbero gravi. La donna è stata soccorsa da un medico che partecipava alla manifestazione. Perché arrivasse l’ambulanza che l’ha portata in ospedale si sono dovuti attendere 20 minuti. Nessun mezzo di soccorso, infatti, aveva seguito il corteo. Non è stato ancora chiarito se a colpire la manifestante sia stato un sasso lanciato dagli altri attivisti o la manganellata di un poliziotto.

Al corteo hanno partecipato uomini donne e bambini arrivati da ogni parte della Sicilia e persino da Lampedusa. Imponente lo spiegamento di forze dell’ordine. Il corteo ha percorso i viottoli della Sughereta per raggiungere la base militare americana con le sue 46 antenne in attività.

“Da Lampedusa a Niscemi diritti veri non cimiteri” diceva uno striscione dei lampedusani. “Smilitarizziamo la Sughereta” hanno scritto i No Muos niscemesi. Alla manifestazione hanno aderito anche i movimenti pacifisti (tra i dimostranti anche due monaci buddisti) gli autonomi e gli schieramenti politici extraparlamentari. “Ci volete schiavi, ci avrete ribelli” si leggeva in un cartello. Poi le esortazioni ad annullare la scheda alle prossime elezioni europee per dire ‘No al Muos, no alla mafia e ai politici corrotti”, oppure l’invito a incatenarsi alle esattorie della Serit il 17 marzo a Palermo.

Quasi tutti gli attivisti sono andati via. È rimasto solo un piccolo gruppo che presidia l’ingresso della base Usa.



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