Sul carro allegorico c’è una enorme Betty Boop di cartapesta sottomessa e in abbigliamento intimo provocante che, rivolta verso i passanti, sembra chiaramente volerli invitare a condividere il palco itinerante ad alto tasso erotico.
“Per avere denunciato questa oscenità – scrive su Facebook Maria Vittoria Cerami – sono stata appena minacciata. Io non ho paura”. La scena si è svolta venerdì scorso a Blufi, nel Palermitano, davanti agli occhi di intere famiglie e bambini di tutte le età, durante la sfilata organizzata per il quinto Carnevale delle Madonie, realizzato in compartecipazione con i Comuni di Gangi, Bompietro e Geraci Siculo.
“Vorrei capirne il senso – scrive ancora l’avvocato impegnata nella lotta al femminicidio – ho postato solo una parte del corpo femminile, vi risparmio, i particolari”. E aggiunge: “Vorrei chiedere a chi l’ha ideato e realizzato, se gli piacerebbe vedere così sua madre, o sua sorella, o sua moglie”.
Immediate le reazioni di indignazione: “Espressione contorta di un immaginario al femminile tutto preistorico: eppur esiste/resiste ancora” scrive qualcuno. “E’ semplicemente indecoroso. Dopo i tanti femminicidi, è offensivo per tutte le donne del mondo, siano esse madri, sorelle, mogli – aggiunge un altro utente – Non ho capito dov’è l’allegoria , se non nel disgusto”.
Non solo alcune donne ma anche il sindaco del vicino centro di Castellana, Pino Di Martino, hanno inveito contro una raffigurazione allegorica “oscena e offensiva”. Sembra che il carro dopo la prima uscita non sia stato più ripresentato alle sfilate.
Foto da Facebook
Il maltempo non ha scalfito l’allegria della “grassa domenica” del Carnevale di Acireale. E se al mattino i carri in cartapesta sono rimasti ai box per la minaccia “pioggia”, a partire dalle prime ore del pomeriggio sia i carri allegorici che i carri infiorati hanno sfilato lungo i 3 chilometri del circuito cittadino, scatenando applausi a scena aperta, sorrisi e buonumore. Festa che è durata solo fino alle 19, quando sulle strade del comune acese ha ripreso a piove copiosamente.
In precedenza, tra coriandoli, gruppi spontanei in maschera, stelle filanti Acireale si era trasformata in una delle grandi capitali del Carnevale italiano, sorprendendo le decine di migliaia di spettatori accorsi nella città barocca siciliana non per “vedere” il Carnevale, ma per “far parte” della grande festa in onore di Re Burlone.
Spettacolari le immagini dei corsi barocchi e di piazza Duomo invasi dalla folla, spettacolari le evoluzioni sceniche dei giganteschi carri in cartapesta e dei “mica piccoli” carri infiorati. Satira politica, l’economia in frantumi, le peripezie dei soliti noti, le “bufale” di giornalisti e politici, e persino l’”Aleggiar di alieni” tra i temi mostrati in piazza dai carristi della cartapesta e dei fiori.
“Diciamo che il Carnevale di Acireale non stupisce ma conferma la posizione nel podio dei carnevali italiani – dice con soddisfazione il sindaco, nonché presidente della Fondazione Carnevale, Nino Garozzo -. Anche quest’anno il nostro Carnevale ha mostrato i caratteri somatici della grande festa popolare, per le famiglie, per i bimbi (moltissime le maschere), per i giovani sempre estrosi e goliardici nell’inventiva di gruppi fai da te. Poi i nostri carri, ormai conosciuti ed apprezzati nel Paese e che, nel proprio genere, non temono confronti”. Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessore al Turismo Nives Leonardi: “Grande folla, grande spettacolo, grande Carnevale”.














