In considerazione della notevole incidenza che continua ad assumere sull’economia del Paese il fenomeno del lavoro sommerso, soprattutto in relazione ai datori di lavoro del tutto sconosciuti alla Pubblica Amministrazione, la Direzione territoriale del Lavoro di Agrigento ha ritenuto prioritario, per l’anno 2014, garantire un’efficace azione ispettiva d’iniziativa mirata al contrasto all’impiego di lavoratori in nero, considerate, altresì, le ripercussioni negative che tale fenomeno comporta in relazione alla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, oltre che ai profili retributivi, contributivi e fiscali, nonché alla mancata fruizione dei diritti conseguenti all’instaurazione di un regolare rapporto di lavoro.
Spesso, infatti, chi viene “sfruttato” in nero è costretto a lavorare non solo senza avere alcun diritto ad una retribuzione equa ma anche senza alcun diritto legato alla propria salute e sicurezza; la piaga del “lavoro nero”, peraltro, non sembra conoscere crisi, anzi, in una situazione economica di grave difficoltà, emerge che le economie di molte piccole e medie imprese si basano sul ricorso costante all’utilizzo di personale non contrattualizzato e privo di copertura previdenziale ed assicurativa.
La normativa di legge vigente sanziona in maniera rigorosa il datore di lavoro che impieghi lavoratori sommersi cioè i lavoratori per i quali non siano state effettuate tutte le comunicazioni preventive di instaurazione del rapporto di lavoro.
L’articolo 14 del D.L. 23/12/2013, n. 145 ( c.d.”Destinazione Italia”) convertito nella legge 21 febbraio 2014, numero 9 interviene con misure di contrasto al lavoro sommerso e irregolare innalzando del 30% le sanzioni, già previste.
Per ciascun lavoratore impiegato in nero, la sanzione amministrativa va da un minimo di 1.950 euro ad un massimo di 15.600 euro, oltre a 195 euro, per ciascuna giornata di lavoro effettivo. Preceduta da una mirata attività di intelligence, gli Ispettori del Lavoro, unitamente ai carabinieri del Nucleo Tutela del Lavoro della Direzione territoriale del Lavoro di Agrigento, hanno effettuato nel primo bimestre 39 verifiche ispettive nei confronti di Aziende edili, artigianali e commerciali ubicate nei comuni di Agrigento, Favara, Aragona e Montevago, accertando ripetute violazioni alla normativa vigente in materia di avviamento al lavoro e di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.
E’ stata, infatti, acclarata l’occupazione in nero di 25 lavoratori su un complessivo di 60 lavoratori intervistati.
Gli Ispettori del Lavoro hanno proceduto, pertanto, all’adozione, ai sensi dell’art. 14 del Testo Unico sulla Sicurezza, del provvedimento cautelare della sospensione dell’attività imprenditoriale a carico di 12 Aziende che occupavano lavoratori in nero in misura superiore al 20% di quelli presenti all’atto dell’accesso ispettivo.
Fatti salvi gli ulteriori accertamenti tutt’ora in corso, durante le operazione ispettive sono state rilevate: 13 segnalazioni all’Autorità Giudiziaria per violazioni in materia di igiene e sicurezza sui posti di lavoro; 4 segnalazioni all’Autorità Giudiziaria per violazione dell’art.4 dello Statuto dei Lavoratori in materia di video sorveglianza ; 25 Violazioni amministrative per inadempienze agli obblighi di consegna ai lavoratori occupati del Contratto di lavoro per complessivi 12.500 euro; 4 Maxi sanzioni per il lavoro nero per complessivi 87.000 euro.
Grave e preoccupante, per l’allarme sociale che ne deriva, la posizione di sei Aziende ( di cui tre Edili) i cui lavoratori occupati e trovati presenti all’atto della verifica ispettiva erano tutti in “nero”.
In particolare nell’ultima settimana di febbraio in due distinte operazioni gli Ispettori del Lavoro hanno verificato in un noto albergo cittadino la presenza di 2 lavoratori in nero su una forza di sette dipendenti, e in un cantiere edile di Aragona la presenza di due lavoratori in nero (100% della forza lavoro) che prestavano attività lavorativa da oltre 10 giorni in assenza delle più elementari norme a tutela della loro sicurezza e circostanza, ancora da verificare, la fruizione da parte dei predetti lavoratori del Trattamento di disoccupazione a carico dell’Inps che ove accertato comporterà un denuncia a loro carico per truffa.
L’azione svolta dal personale ispettivo oltre a produrre un risultato di natura repressiva ha consentito l’emersione dal nero di 23 lavoratori.
Infatti, la stragrande maggioranza delle Aziende Ispezionate, al fine di evitare la chiusura “Effettiva” dell’attività economica, hanno provveduto a regolarizzare la posizione contrattuale e previdenziale dei lavoratori in questione, nonchè a pagare la Sanzione di 1950 euro, consentendo a questa Direzione l’adozione del provvedimento di revoca della sospensione dell’Attività Imprenditoriale..
L’azione di contrasto al lavoro sommerso proseguirà interessando tutto il territorio della provincia di Agrigento.












