Come un fulmine a ciel sereno e in attesa dei primi interventi di messa in sicurezza, su richiesta della Procura della Repubblica di Agrigento, il Gip Stefano Zammuto, ha disposto il sequestro dell’area del pendio franato. Il provvedimento del procuratore capo Renato Di Natale, del procuratore aggiunto Ignazio Fonzo, e del sostituto procuratore Andrea Maggioni, potrà consentire di poter effettuare tutte le investigazioni del caso, le perizie tecniche e geologiche. Ad apporre i sigilli all’area del crollo sono stati i vigili urbani della sezione di polizia giudiziaria. Tre le persone iscritte sul registro degli indagati. Bloccati i lavori di messa in sicurezza.
Disastro colposo. E’ questo il reato ipotizzato dalla Procura della Repubblica di Agrigento a carico di Maria Isabella Sollano, nonché Oreste e Valentina Carmina, figli della Sollano, proprietari dei terreni interessati dalla frana finita su uno dei palazzi Crea del viale della Vittoria. Non è da escludere, comunque, che anche altri soggetti finiranno sotto la lente di ingrandimento della Procura della Repubblica. Le ulteriori investigazioni potrebbero portare all’iscrizione nel registro degli indagati anche di tecnici ed amministratori. Ogni passo compiuto dall’Autorità giudiziaria viene mosso con grande cautela. L’interesse primario è quello di impedire ogni possibilità di ulteriori danni materiali nelle more dell’accertamento di eventuali e ben definite responsabilità penali.














