palazzo_dorleans2Il presidente Crocetta ha convocato per martedì un nuovo vertice di maggioranza. Ma c’è di più. Potrebbe essere proprio il 18 marzo la data scelta dal governatore della Sicilia per cominciare il confronto tra le forze politiche tra i partiti che sostengono il governo, in vista del tanto richiesto rimpasto. “Dopo l’abolizione delle Province”, aveva detto Crocetta.

Nell’ultima settimana, dal segretario del Pd, Fausto Raciti all’ex segretario Giuseppe Lupo, Antonello Cracolici e dal segretario regionale dell’Udc, Giovanni Pistorio, è arrivata la richiesta insistente dell’azzeramento della giunta. Un pressing che non è piaciuto al presidente Crocetta. “Serve solo qualche aggiustamento” aveva risposto il presidente più volte anche da Catania, “questo governo ha fatto bene sotto molti punti di vista, dalla sanità allo snellimento della burocrazia, dall’ambiente alla legalità, colpendo tutti i gruppi di potere che mi costringono a vivere sotto scorta per le minacce”.


Adesso sembra giunta l’ora di dare le risposte alla politica. Secondo alcune indiscrezioni, Crocetta disporrebbe di tre posti in giunta per quattro donne: Lucia Borsellino (Salute), Mariella Lo Bello (Territorio e Ambiente), Linda Vancheri (Attività produttive) e Michela Stancheris (Turismo). Sembrano intoccabili la figlia del magistrato antimafia e l’imprenditrice nissena trait d’union tra il governo regionale e Confindustria siciliana.

In quota Pd sarebbero confermati all’Economia Luca Bianchi e alla Formazione professionale, Nelli Scilabra. Una rappresentanza troppo esigua per i democrat che chiedono almeno altre due poltrone, una delle quali potrebbe andare ad Angelo Villari (segretario uscente della Cgil Catania e vicino alle posizioni politiche di Concetta Raia).

Poi c’è da fare spazio ad Articolo 4 e ai Drs di Cardinale, Picciolo e Forzese. Il movimento di Leanza e Sammartino, secondo gruppo parlamentare all’Ars, potrebbe chiedere due posti in giunta e in un’ottica di crescita e radicamento del partito sul territorio i nomi potrebbero essere individuati proprio nelle province dove Articolo 4 non esprime alcun rappresentante all’Ars.

Incerte restano la posizioni del messinese Antonino Bartolotta (Pd) alle Infrastrutture, della siracusana Maria Rita Sgarlata (Megafono) ai Beni culturali e dell’ex pm Nicolò Marino all’Energia. A questi si aggiungono i tre assessori dell’Udc (Patrizia Valenti alle autonomie locali, Ester Bonafede al Lavoro e Dario Cartabellotta all’Agricoltura) che rivendica di essere parte integrante della maggioranza e che non intenderebbe cedere alcuno dei suoi tre assessori. Secondo quanto trapela, almeno quattro di questi saranno rimpiazzati Le candidature alle prossime elezioni europee potranno lenire qualche inevitabile malpancismo.

Infine c’è da risolvere i veti del governatore, che fino ad oggi ha voluto rispettare le proporzioni di genere e la regola di chiusura ai deputati eletti in assemblea, posizione questa che potrebbe in parte ritrattare proprio martedì.