“Siamo qui ad Agrigento non per aderire a un partito ma per fondare un nuovo grande movimento politico”. Così il ministro dell’Interno Angelino Alfano dal palco del Teatro Pirandello di Agrigento, la sua città, dove ha incontrato i simpatizzanti del Nuovo centrodestra. Ad accoglierlo in piazza Pirandello, il prefetto Nicola Diomede, il questore Mario Finocchiaro, il comandante provinciale dei carabinieri Riccardo Sciuto, e della guardia di finanza, Massimo Sobrà. Poi l’abbraccio con i suoi sostenitori, accorsi al Pirandello in gran numero, calcolati in un migliaio, molti dei quali rimasti fuori. Presenti tutti i deputati e senatori di Ncd, i deputati regionali, e gli iscritti ai circa 400 circoli dislocati in provincia di Agrigento. Sul palco anche l’ex presidente del Senato, Renato Schifani, attuale presidente di Ncd.
“Sono qui nella mia città a mani nude – dice – non c’è nessun uomo che può pensare di raccontare la propria biografia a chi ti ha visto nascere, ti ha visto crescere. Ma vi posso dire che di fronte alle persone che tutto sanno di me mi accingo a dare vita a un movimento politico, vi dico che in questi anni di impegno nelle istituzioni io ce l’ho messa tutta. Vi dico che io più di quello che ho fatto per questa terra non avrei potuto fare. Non siamo qua perchè abbiamo cambiato partito, ma perchè abbiamo fondato un nuovo movimento politico che tra due settimane avrà la sua Assemblea costituente, che nasce grazie a un agrigentino come me che ha provato a cambiare l’Italia, di aiutare l’Italia con forza e coraggio. Tra la patria e un partito ho scelto l’Italia, tra Italia e Forza Italia ho scelto l’Italia…Non esiste un partito politico che non abbiamo come base dei valori in cui si crede – aggiunge – Le cose che facciamo devono essere coerenti con i nostri valori”.
Sul problema dell’immigrazione clandestina chiaro il pensieri di Alfano. “Pretendiamo che l’Europa difenda la frontiera del Mediterraneo che è la frontiera dell’Europa. Oltre quel mare, in Nordafrica, ci sono tra le 300 e 600.000 persone. Molti scappano dalle guerre e molti sono in mano a trafficanti di morte. Mi è capitato di entrare in un hangar di Lampedusa e vedere novanta persone morte, tra cui una mamma con un bimbo attaccato al grembo”, dice ancora Alfano. “Ho giurato a me stesso che mai e poi mai avrei smesso di parlare della frontiera europea, non la dobbiamo difendere da soli ma la deve difendere l’Europa. Abbiamo speso finora 9 milioni di euro, 300 mila euro al giorno perchè siamo campioni di accoglienza, perchè non vogliamo che si verifichino altre stragi di Lampedusa, ma abbiamo il dovere di garantire sicurezza. Via Atenea deve essere degli agrigentini e solo degli agrigentini. L’Italia è determinante per le scelte sull’immigrazione e l’Agenzia Frontex deve proteggere questa frontiera”, ha concluso.














