Tre condanne e nove assoluzioni al processo d’appello scaturito dall’inchiesta “Concorsopoli” riguardante presunte irregolarità che sarebbero state compiute nello svolgimento di tre concorsi dell’allora Ausl 1 di Agrigento. In primo grado era finito con le condanne per tutti gli imputati. In appello, la prima sezione della Corte d’Appello ha riformato la sentenza modificandola in gran parte. L’ex sindaco di Ravanusa Armando Savarino è stato condannato ad 1 anno e 9 mesi di reclusione (3 anni e 3 mesi in primo grado), solo per due capi di imputazione abuso e voto di scambio; Calogero Gattuso che ha avuto 4 mesi di pena come Calogera Maria Smecca, casalinga, riconosciuti colpevoli del reato di voto di scambio. Assolti l’ex deputato regionale Giusy Savarino (2 anni e 2 mesi di reclusione in primo grado), e poi Salvatore Puccio, Michele Pellegrino, Enzo Oreste Falco, Francesca Maria Camilleri, Maria Rita Safonte, Francesco Miccichè, Salvatore Carapappa e Alessandro Felice. L’inchiesta dei carabinieri scattò nel 1998. Tutti gli imputati sono stati accusati a vario titolo di abuso d’ufficio, falso in atto pubblico, rivelazione di segreto d’ufficio e voto di scambio. In appello, a conclusione della requisitoria il Procuratore generale, aveva chiesto la conferma delle dodici condanne. La Corte Appello ha visto diversamente assolvendo tutti gli imputati tranne Savarino, Gattuso e Smecca.
Dichiarazione dell’Onorevole Giusy Savarino: “Dopo otto anni dai fatti contestati e sei di inutile e doloroso processo, che ha stravolto la mia vita e condizionato la mia carriera, assistita dall’Avv. Lillo Fiorello, vengo assolta perché il fatto non sussiste, dalla I Sezione della Corte di Appello di Palermo.
Dovrei essere felice, ma non riesco a dimenticare quanto questo processo Kafkiano mi abbia tolto. In questi anni, pur essendo garantista, mi sono volutamente allontanata dalla scena politica, per non essere accomunata dai tanti giustizialisti di maniera ai delinquenti veri e a quel malaffare che ho sempre combattuto, anche dentro le istituzioni e nel mio stesso partito.
Non so in quanti lo hanno fatto, e non so quanti avrebbero detto di no, come ho fatto io, alle proposte di candidature, ai sottogoverni e ai tanti spazi di visibilità politica che mi sono stati offerti da quegli amici che hanno conservato fiducia e stima in me nonostante il processo, e li ringrazierò sempre per questo.
Mi ha fatto male, dopo anni di duro lavoro in Ars, disegni di legge, interrogazioni, battaglie per la mia provincia, impegno nel partito e nel sociale, ritrovare oggi, nell’era di internet, il mio nome accomunato solo a questo processo.
Ma la cosa in assoluto peggiore e più insopportabile è stato immaginare di aver deluso proprio quella gente che con tanto entusiasmo aveva creduto in me, che mi aveva eletta portavoce di istanze sane di cambiamento del mio territorio, dandomi più volte il loro consenso, magari credendo ingenuamente all’immagine artatamente costruita su di me da qualche Magistrato. Ho sofferto pensando ai loro volti delusi e spero tanto che anche loro saranno sollevati, vedendo adesso questa assoluzione con formula piena, così come i miei amici ed i miei cari.
Dovrei ringraziare i Giudici che mi hanno assolto?
Finchè ci saranno magistrati col potere di processarti, metterti nel tritacarne, rovinarti, basandosi sul nulla, ho qualche umana difficoltà a ringraziare.”












