NUOVA-SEDE-TRIBUNALE1Dal prossimo 2 maggio non sarà più operativo l’ufficio del Giudice di Pace in città. Il personale prenderà servizio presso la sede centrale di Agrigento ed a quell’ufficio dovranno rivolgersi tutti i cittadini dei comuni dell’hinterland. Già dallo scorso marzo, in vista di questa chiusura, erano stati interrotti tutti i collegamenti telematici dell’ufficio.

A fine marzo il sindaco di Vincenzo Corbo era stato a Roma accompagnato dal deputato nazionale del Pd Angelo Capodicasa per cercare di evitare questa chiusura. Il capo dell’amministrazione comunale, nella capitale aveva incontrato il capo dipartimento affari penali l’agrigentino Gigi Birritteri. La richiesta di Corbo è stata quella di vedere se ci fosse la possibilità di potere mantenere aperti gli uffici considerato che il comune è disponibile a sostenere nei limiti delle proprie possibilità finanziarie e di personale, gli oneri che riguardano il funzionamento dello stesso ufficio.


Da parte sua Birriteri, verificata la volontà dell’amministrazione di ottemperare a questo adempimento ha evidenziato le problematiche di carattere normativo ed organizzativo che in questo momento bloccano questa opportunità.

Durante la riunione romana, però, sono state approfondite le ipotesi percorribili che possano garantire il mantenimento o addirittura una nuova istituzione di questo importante presidio nel territorio canicattinese di concerto anche con altri comuni che gravitano nell’hinterland cittadino. Al termine dell’incontro era stato comunque stabilito di fissare tra qualche mese una nuova riunione con l’obiettivo di riesaminare l’intera vicenda alla luce anche del riassetto generale dopo l’attuazione della recente normativa in materia.

La chiusura definitiva degli uffici del Giudice di Pace adesso porterà dei disservizi per i cittadini e gli addetti ai lavori i quali saranno costretti a are riferimento ad Agrigento con aggravi di disagi e costi, ma anche con il probabile intasamento di procedimenti nella sede del tribunale del capoluogo.