ars sala ercole palazzo normanniApprovata la legge, via libera al prestito da quasi un miliardo con cui la Regione pagherà i debiti verso le imprese.  Su 68 deputati presenti sono arrivati 42 voti a favore, 16 contrari (quasi interamente dei grillini) e 10 astenuti.
Il Crocetta bis supera la prima prova del voto all’Ars ma al termine di una giornata di forti contestazioni da parte dell’area cuperliana del Pd e approfittando anche della linea morbida assunta da Forza Italia e Nuovo Centrodestra che si sono astenuti (invece di votare contro) pur non condividendo la norma. In ogni caso la nuova magioranza di Crocetta ha tenuto.
Il maxi prestito, concesso dallo Stato, verrà restituito in 30 anni. La norma prevede che per i primi tre anni (da quello in corso fino a tutto il 2016) per far fronte alle rate di restituzione, che valgono 47 milioni annui, si sfrutterà il gettito dell’addizionale regionale Irpef e dell’Irap. Imposte che in Sicilia dal 2006 si pagano a livelli record in Italia per far fronte al buco nella sanità e che, secondo gli annunci, dovevano essere ridotte dal prossimo anno. Invece resteranno ai livelli massimi fino al 2017.

Il prestito verrà contratto a un tasso del 2,7%: 600 milioni andranno alle aziende che hanno lavorato pe Asp e ospedali, il resto andrà diviso fra i creditori di Regione e Comuni.
E grazie all’immissione nel circuito economico di questo miliardo la Regione incasserà oltre 40 milioni di Iva, che però verranno quasi interamente utilizzati per coprire il buco di bilancio di Riscossione Sicilia.


“Ringrazio il Parlamento, considero il via libera al ddl ‘salva-impresa’ ne un voto a favore ne un voto contro il governo, ma per salvare la Sicilia”. L’ha detto il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta.
“Il voto dell’Assemblea al ddl pagamenti ha salvato le imprese e il bilancio della Regione, ci dispiace per i pochi che non hanno capito la portata del provvedimento. Con questa legge la Sicilia si allinea alle direttive nazionali e comunitarie. I profeti delle sciagure non hanno avuto ragione”, ha aggiunto il governatore. “Questo provvedimento migliora ulteriormente i conti della Regione – aggiunge Crocetta – favorisce lo sviluppo delle imprese alcune delle quali non venivano pagate da tre anni, e mette in circolo denaro”. Per Crocetta il voto trasversale al ddl “dimostra che bisogna sempre trovare convergenze in aula su atti concreti”. “Adesso bisogna varare le variazioni di bilancio e il ddl sviluppo cui stiamo lavorando oltre al testo unico delle attività produttive”, conclude.

“Una condanna per la Sicilia a 30 anni di maxitasse”. Il Movimento 5 Stelle è lapidario sul “sì” dell’Ars che “regalerà” ai siciliani aliquote maggiorate Irpef ed Irap per i prossimi tre decenni e congelerà lo sviluppo dell’isola. E annuncia una possibile denuncia alla Corte dei conti per un possibile danno all’Erario.

“C’era la concreta possibilità – ha affermato Stefano Zito – di rinegoziare il debito con Enel e Telecom e, probabilmente, con le altre aziende creditrici, ma questo tentativo, che avrebbe potuto fare risparmiare i siciliani, probabilmente non è stato nemmeno esperito”.

Il mega-prestito – cui il Movimento ha votato convintamente no – tra l’altro, non salverà proprio nessuna impresa, “visto che – ha detto Stefano Zito – i creditori sono grosse aziende farmaceutiche, non certo a corto di ossigeno e non sono nemmeno siciliane”.

L’operazione è stata bollata dal Movimento come folle e che porta a pagare debiti con altri debiti, senza assicurare un minimo di sviluppo, varata da parte di un “governo-armata Brancaleone – ha detto Giancarlo Cancelleri – a cui si deve solo staccare la spina. Potete rimescolare, rimpastare, shakerare – ha detto ai deputati in aula – ma in questo governo non cambia nulla. A Crocetta concediamo solo un minuto, un minuto di vergogna per tutto quello che non ha fatto”. Parecchio critici gli interventi sul mutuo dei deputati, Ciaccio (che annuncia che ripresenterà in Finanziaria l’emendamento sulla riduzione delle auto blu, dichiarato inammissibile), La Rocca e Foti (che hanno ribadito, tra l’altro, il concetto del mancato risparmio, derivato da una eventuale mancata transazione). Il capogruppo Francesco Cappello ha condannato il comportamento delle forze politiche in aula, ormai “un blocco indistinto tra falsa opposizione e claudicante maggioranza, amalgamato da un unico obiettivo: sconfiggere il Movimento 5 Stelle”.

L’Aula ha anche approvato due ordini del giorno che vedono come prima firmataria Claudia La Rocca: il primo punta a rendere effettiva l’applicazione dell’articolo 14 della legge regionale 11/2010 (misure relative alla trasparenza dei conti pubblici), il secondo punta a velocizzare, in sede di commissione paritetica Stato-regioni, la discussione relativa al mancato gettito Irpef da parte dello Stato, che provoca mancate entrate per quasi tre miliardi di Euro.