pendolarimRiceviamo e integralmente pubblichiamo una mail giunta in redazione, ricordiamo che tutte le parti in causa possono replicare ricevendo lo stesso spazio e visibilità.

Non si finisce mai d’imparare e la scuola dovrebbe essere il luogo più adatto. A quarant’anni ho capito di aver sbagliato grazie alla scuola.Grazie alla scuola frequentata dai miei figli,”I.C.San Giovanni Bosco di Naro”,ho imparato che bisogna predicare bene e razzolare male. Infatti,appena finiti i progetti PON (legalità,diversi ma uguali,ecc…),finiscono le belle parole e iniziano i fatti. Il problema nasce con la gita dei ragazzi delle classi di terza media per i quali il consiglio d’istituto ha deciso che debbano partire solo le classi che raggiungano il 50%+1 delle adesioni. Il nostro istituto comprende quattro terze: 3^ A 15 adesioni; 3^ B 9 adesioni; 3 C^ 13 adesioni; 3^ E 15 adesioni. L’unica classe che non raggiunge legalmente il numero è la 3^ B. Ma anche la 3^ C ha un problema,infatti, siamo venuti a conoscenza,che due ragazzi non possono partire perché sono penalizzati dall’esclusione, quindi il numero legale non si raggiunge. E’ stato tutto un blef perché lo sapevano che due ragazzi non erano nelle condizioni di partecipare. Potevamo bleffare anche noi ma siamo stati coerenti con gli insegnamenti dati ai nostri figli di legalità e correttezza. Abbiamo cercato di aprire quelle porte chiuse, una tra queste quella del provveditore da cui non abbiamo ricevuto alcuna risposta per risolvere il problema. Ora penso che abbiamo imparato la lezione e l’insegnamento dovrà essere rivolto ai nostri figli: “FATE I FURBI E OTTERRETE QUELLO CHE VOLETE, OGNI MEZZO E’ LECITO! GRAZIE!


Alcuni genitori indignati.