Un barcone con 400 migranti a bordo è naufragato a circa un centinaio di miglia a sud di Lampedusa. Le motovedette della Guardia Costiera avrebbero già recuperato 14 morti.
Sul luogo dell’incidente sarebbero già presenti, oltre ai mezzi della Marina Militare e delle Capitanerie di Porto impegnate nell’operazione Mare Nostrum, anche alcuni mercantili che sono stati dirottati in zona per le operazioni di soccorso. Al momento sarebbero circa duecento i migranti salvati.
Il barcone era stato avvistato da un velivolo Atr della Guardia costiera in pattugliamento sul Canale di Sicilia. Considerate le precarie condizioni di stabilità del natante, è stata dirottata sul posto una nave mercantile che è stata la prima a intervenire quando il barcone, per cause in corso di accertamento, è affondato.
Sul luogo del disastro – nei pressi di una piattaforma petrolifera al largo delle coste libiche – sono nel frattempo giunte alcune navi della Marina militare, del dispositivo Mare Nostrum, e due motovedette delle Capitanerie che stanno partecipando ai soccorsi.
LA CROCE ROSSA: “INTERVENIRE SUBITO”. “Sono circa 400 i migranti a bordo del barcone che si è rovesciato a sud di Lampedusa”, ha affermato Francesco Rocca, presidente della Croce Rossa Italiana e vicepresidente della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, che chiede con urgenza all’Unione europea di aprire un corridoio umanitario.
“Questa volta non vogliamo lacrime e dichiarazioni di intenti: l’Unione Europea – afferma Rocca – deve intervenire immediatamente e senza altre perdite di tempo. Dopo la notizia di ieri sulla tragedia del naufragio al largo delle coste libiche, in meno di 24 ore dobbiamo intervenire su un nuovo dramma, un barcone rovesciato con circa 400 migranti a bordo dove sarebbero morte diverse persone. È chiaro che l’Operazione Mare Nostrum va implementata invece che chiusa e dovrebbe diventare una missione europea”.
“Questi nuovi morti pesano sulle coscienze di tutti, nessuno escluso. Con profondo dolore di fronte a questa perdita di vite, per l’ennesima volta torniamo a gridare con forza l’urgenza di aprire un corridoio umanitario, che da un lato permetta un accesso sicuro dal sud del Mediterraneo in Europa per tutte le persone che scappano dalla guerra e dalla fame, dall’altro che possa combattere nello stesso tempo i mercanti di uomini. È sempre più urgente quindi un piano di accoglienza a livello europeo: l’Ue non si può più sottrarre alle proprie responsabilità” conclude Rocca.
L’UE SCIOCCATA. La Commissione Ue è “scioccata” dalla “nuova tragedia” tra Lampedusa e Libia, ringrazia le autorità italiane e chiede a “tutti gli Stati membri di dimostrare solidarietà”, e di “discutere nel prossimo Consiglio Interni come si può contribuire ad affrontare le sfide nel Mediterraneo”: così il commissario Cecilia Malmstrom. “Sfortunatamente tutti gli sforzi in campo non hanno evitato una nuova sconvolgente perdita di vite. È chiaro che la responsabilità è di tutti gli Stati membri dell’Ue perché dimostrino solidarietà concreta per ridurre il rischio che tali tragedie si ripetano”, ha detto la Malmstrom.
Perciò il commissario chiede ai 28 di “dare seguito all’Action Plan identificato dalla Commissione e in particolare chiede di impegnarsi nella ricollocazione dei rifugiati direttamente dai campi fuori la Ue, e nell’apertura di nuovi canali legali di ingresso. Portando queste persone in Europa in sicurezza, eviteremmo loro di cadere nelle mani dei trafficanti che mettono in pericolo le loro vite”, ha aggiunto la Malmstrom.
“Se ogni Stato si occupasse di ricollocare anche solo qualche migliaio di persone, questo farebbe una enorme differenza per centinaia di migliaia di persone che hanno bisogno e ridurrebbe significativamente la pressione dei flussi migratori nel Mediterraneo”, spiega il commissario. “È ora che gli Stati passino dalle parole ai fatti, per questo chiedo una discussione formale nel prossimo Consiglio affari interni, su come contribuire concretamente alle sfide migratorie nel Mediterraneo”, ha concluso.












