Tre uomini e due donne sono stati arrestati da carabinieri di Giarre nell’ambito dell’operazione “Gold and wine” che ha sgominato una banda dedita a furti e truffe. I provvedimenti restrittivi, richiesti dalla Procura di Catania, due in carcere e tre ai domiciliari, sono stati eseguiti a Giarre, Aci Catena, Aci Castello, Aci Sant’Antonio e Martina Franca (Taranto). I reati ipotizzati, a vario titolo, sono associazione per delinquere, furto, truffa, falso e ricettazione. In manette sono finiti Beninato Michele, classe 1988, tradotto nel carcere di Taranto; Viscuso Domenico, classe 1982, tradotto nel carcere di Catania Piazza Lanza; Giuffrida Aurelio Michele, classe 1990, agli arresti domiciliari; Leonardi Laura, classe 1982, ai domiciliari; Licciardello Maria Grazia, classe 1987, ai domiciliari.
L’attività investigativa, durata circa due mesi, ha permesso di far luce su una serie di truffe e furti ai danni di vari esercizi commerciali tra Giarre ed Acireale. in particolare il 30 gennaio 2014 in un noto ristorante di Sant’Alfio, alle pendici dell’Etna, si presentavano Viscuso, Leonardi, Beninato e Licciardello, e dopo aver consumato un ricco pranzo pagavano con un assegno facente parte di un carnet oggetto di furto l’estate scorsa ad Aci Castello, ovviamente intestandolo falsamente a una fantomatica “De Maria Rosa”, inoltre i quattro approfittando della distrazione del personale di sala si impossessavano di pregiate bottiglie di vino. Non contento della truffa e del furto appena compiuti, la notte del 2 febbraio Viscuso unitamente a Giuffrida, ritornavano al ristorante e dopo l’effrazione di una finestra trafugavano un televisore 50 pollici.
I militari di Sant’Alfio, visionando le immagini del sistema di videosorveglianza del ristorante, nel giro di pochi giorni, sono stati in grado di identificare i 5 malfattori. Dalle perquisizioni domiciliari nelle abitazioni del Viscuso, Leonardi e Licciardello è stata recuperata parte della refurtiva, tra cui il televisore, ma ancor più importante il carnet di assegni, dal quale, ormai, mancavano quasi tutti i titoli ovviamente “staccati” per compiere altre truffe e raggiri. Infatti dall’analisi delle intestazioni del carnet si è scoperto che i truffatori avevano acquistato da due gioiellerie di Aci Sant’Antonio, mediante gli assegni rubati, monili per un valore di oltre 2.000 euro, per poi rivenderli a un compro oro di Catania.
Gli esercenti truffati non hanno fatto altro che confermare quanto fin lì ipotizzato dagli investigatori: il “modus operandi” era sempre lo stesso, Viscuso, Leonardi, Beninato e Licciardello di presentavano in gioiellerie o attività di ristorazione come coniugi e con la scusa della carta bancomat non funzionante inducevano i titolari ad accettare il pagamento con assegno, nella maggior parte dei casi le due donne fungevano da “ammaliatrici” mentre gli uomini, con numerosi precedenti penali per reati contro il patrimonio, avevano il ruolo di “scout” ed individuavano di volta in volta le vittime di furti e raggiri perpetrati da agosto 2013 a febbraio 2014, non è escluso dunque che qualche altro commerciante sia stato vittima delle loro truffe.












