tp_soldi-euro-b“Qualche giorno fa il presidente Oliveti ha annunciato che l’Enpam si costituirà parte civile contro chi ha procurato danno al patrimonio destinato alle pensioni dei colleghi e chiederà ovviamente un risarcimento per il danno patito. Dimentica, però, Oliveti che lui è presidente di quello stesso Consiglio di amministrazione che ha revocato il mio mandato di consigliere con la motivazione che avevo presentato “un esposto denuncia che lede l’immagine della Fondazione e provoca gravi danni non solo morali”. Il professore Giansalvo Sciacchitano fu il primo a denunciare lo scandalo dell’Enpam in tempi non sospetti.

Oggi il docente universatario commenta con soddisfazione la notizia che la procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per gli investimenti dell’ente previdenziale, che sono alla base dell’esposto denuncia presentato dal professore catanese due anni fa.


“Mi chiedo oggi – ha aggiunto Sciacchitano se i gravi danni al patrimonio destinato alle pensioni dei colleghi li provoca chi denuncia in base a fondati sospetti o chi come i componenti del Cda ha preferito ignorarli?”.

Sciacchitano presentò l’esposto alla Procura dopo che, in veste di componente del Cda, aveva più volte chiesto all’allora dirigenza alcune delucidazioni in merito agli investimenti dell’ente. Per tre volte il professore sollecitò la dirigenza, poi davanti al silenzio presentò l’esposto. “Le lettere che allora inviai – spiega oggi l’ex presidente dell’Ordine dei medici – erano indirizzate anche all’attuale presidente Oliveti ed al suo vicario Malagnino che siedono nel cda dell’Enpam rispettivamente da 18 e 14 anni”.

Nel mirino della magistratura sono finiti l’ex presidente dell’Ente Eolo Parodi e altri tre ex massimi vertici. I magistrati romani parlano nelle carte di una presunta truffa ai danni dell’Ente nazionale di previdenza dei medici e degli odontoiatri con un danno di 250 milioni.

Gli indagati sono accusati dei reati di concorso in truffa aggravata e ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza attribuite ai ministeri del Lavoro e dell’ Economia. Secondo i riscontri dei magistrati dalla metà degli anni Duemila sarebbero stati acquistati titoli derivati ad alto rischio da alcune banche, che alla fine avrebbero portato benefici solo agli istituti bancari e un danno alle casse dell’ente. Nonostante il danno subito, l’attuale dirigenza Enpam avrebbe comunicato che le ultime riforme hanno messo in sicurezza il patrimonio e il sistema previdenziale almeno per un altro mezzo secolo.