cantastorie-Nonò-Salamone-0Sono stato sabato  dodici aprile nella sede del Club Athena per assistere ad uno spettacolo che meritava un biglietto d’ingresso,vale a dire vedere l’ esibizione dell’ultimo cantastorie siciliano Nonò Salomone di Sutera.. Vederlo cantare e suonare è stato come tornare indietro nel tempo quando a Ravanusa veniva Ciccio Busacca con la sua vecchia macchina ed il telone dove era raffigurata a fumetto la storia da raccontare. Una cantilena che ancora rimbomba nella memoria tipica, quasi un lamento che solo lui sapeva fare. Si piazzava vicino Piazza Garibaldi o più giù vicino la matrice.”Accurriti brava genti,jurnatàra e schiffarati vi parlu di stu bieddru paisi com’era ni li tièmpi passati. Nun stati accussì luntanu,avvicinatavi tanticchjia, Rivinusa era petra e fangu ammiscàtu cu li cuticchjia..” Così l’ ho immaginato io in una mia poesia il tipico cantastorie che veniva in paese e cercava di richiamare a se l’attenzione delle persone che erano in piazza. Ebbene Nonò Salamone è l ultimo di questa nobile categoria che riuscivano con i loro canti e con il solo suono di una chitarra ad accendere la fantasia degli ascoltatori che si vedevano proiettati a Monte lepre giusto per fare un esempio tra i banditi con Salvatore Giuliano e Gaspare Pisciotta.  Il circolo per l’occasione si è riempito ancora una volta a conferma che le buone iniziative alla fine pagano. E’ stato emozionante riascoltare canzoni non sentite da tempo ,  La storia Di Rosa che ha fatto venire la pelle d’oca per l’emozione,,  Lu trenu di lu suli che parla della tragedia avvenuta in Belgio con l’esplosione di una maniera che provocò centinaia di morti e poi ancora Lu piscispada, resa celebre da Domenico Modugno e tante altre stornellate in siciliano alcune moto ironiche che hanno deliziato i presenti. E poi ancora il riproporre “Lu bannituri” personaggio tipico dei tempi andati che con il tamburo annunziava per le strade la notizia da dare e far conoscere a tutti. Nonò è un personaggio ormai conosciuto in tutta Italia tant’è che viene spesso chiamato al nord soprattutto in quei luoghi dove ci sono associazioni isolane che cercano ancora di non perdere il contatto con il territorio di origine. Penso e credo che la cosa sia fattibile e che sarebbe bello farlo esibire in piazza per  ferragosto per deliziare sicuramente quei pochi emigranti che ancora tornano ogni anno in questo paese che per molti resta ancora un luogo sacro dove tornare quando si può come in pellegrinaggio. Grazie Nonò per l’emozione che ci hai dato e speriamo di vederci ancora presto magari proprio in questo ferragosto e grazie ovviamente a questo circolo femminile che sta dando a tutti una lezione di “savoir faire”.Ci dice Nonò: «Per il Cantastorie, lo spazio, a lui più congeniale, è la piazza e soprattutto le fiere, dove trova un rapporto diretto con vecchi e giovani, come è nella tradizione (una tradizione che è antichissima e risale al medioevo, con i suoi menestrelli ed i suoi “clerici vangantes”).

Guardare al passato non vuol dire compiere un’operazione nostalgica; significa piuttosto osservare il mondo di ieri con un occhio attento al presente, essi svolgono da sempre un’attività esemplare: cantare le vicende tristi e liete dell’umanità di ieri e di oggi.


           

 

Forse i cantastorie sono i “giornalisti” più antichi; il loro girovagare di continuo fra paesi piccoli e grandi, tra nazioni e continenti, ne ha fatto dei “corrieri” tra i più vivaci e dei “diffusori” di notizie tra i più efficaci.

In una società in cui l’analfabetismo imperava e l’oscurantismo era favorito, con il solo aiuto della chitarra e dei “cartelloni”, essi sono stati preziosi e coloriti “veicoli” di comunicazione tra le genti e per molto tempo hanno sostituito i giornali, la radio, la televisione in tempi in cui questi mezzi di comunicazione non esistevano.

 

Oggi anche nel più sperduto villaggio l’informazione non viene più a mancare ma il cantastorie assolve ancora al suo compito, quello cioè di “commentatore” di fatti di sangue e di mafia,  di  gioia  e  di  dolore dei piccoli momenti della vita di tutti i giorni  e  dei grandi

 avvenimenti di portata mondiale.

Mommino La Marca