“L’attuale momento di crisi che stiamo attraversando ci impone di varare quelle riforme fondamentali per rilanciare l’economia della nostra isola. Solo così potremo creare le condizioni per la realizzazione di quei nuovi posti di lavoro per i nostri giovani sottraendoli alla tentazione di diventare reclute della mafia”. Il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone è intervenuto a Sala d’Ercole a Palermo nel corso delle manifestazioni della Giornata della Memoria e dell’impegno nella lotta alle mafie organizzata dall’Assemblea Regionale Siciliana. All’iniziativa sono presenti il presidente del Senato Piero Grasso e il direttore responsabile dell’Ansa, Luigi Contu.
“Ritengo – ha aggiunto – che questo sia l’unico modo per ricordare il giudice Falcone, la moglie e gli agenti della scorta. Falcone e Borsellino sono stati due esempi positivi e sono onorato che l’aeroporto della nostra città sia intitolato a loro e lo sarò anche quando il 7 giugno l’aeroporto di Comiso sarà reintitolato a Pio La Torre”.
“La mafia è stata ed è barbarie, dolore e morte mentre l’onestà e la dirittura morale sono civiltà, pace e sviluppo di un popolo”, ha aggiunto Ardizzone rivolgendosi a una rappresentanza di 120 studenti siciliani presenti in Aula, invitandoli “a non dimenticare e a trovare ogni giorno cinque minuti di tempo per pensare al sacrificio di tanti servitori dello Stato rivolgendo loro una preghiera”.
“Falcone e Borsellino erano una coppia di persone molte piacevoli nella vita privata, diversi da come erano nelle occasioni ufficiali, più schivi. Si scambiavano continuamente battute, scherzavano tra loro sulla morte e Paolo gli diceva ‘finchè sei vivo tu io sono tranquillo’. Uno scherzo macabro, un’idea della morte sempre presente ma affrontata come noi siciliani sappiamo fare”, ha detto il presidente del Senato Piero Grasso.
“Erano dei fuoriclasse e creavano invidia tra i colleghi perché quando qualcuno eccelle in una comunità mette in risalto le mancanze di altri – ha aggiunto -. Queste dialettiche ci sono sempre state e ci sono ancora oggi, basta guardare cosa accade in altre procure di Italia”.
“La parola trattativa esiste già negli atti processuali. Dopo le stragi alcune parti dello Stato hanno ammesso di aver cercato di far cessare gli eccidi”, ha risposto Grasso agli studenti. “Dalla parte dei mafiosi erano un meccanismo di ricatto per ottenere dei benefici per l’organizzazione mafiosa, come l’eliminazione del carcere duro per i boss, l’eliminazione dell’ergastolo, tutte richieste oggetto del cosiddetto papello. Questo tentativo c’è stato ma bisogna vedere quanto, alcune parti dello Stato, oltre quelle istituzionali, abbiano contribuito al punto da fare queste concessioni. Ma con la mafia non si può trattare sarà il processo che è in corso a chiarire meglio questi dati”.
“Sull’Expo avevamo cercato di fare dei filtri, quando ero procuratore antimafia, riuscendo a bloccare la criminalità organizzata ma poi abbiamo visto che i soliti faccendieri e i comitati d’affari hanno cercato di pilotare gli appalti che hanno portato all’inchiesta”, ha aggiunto Grasso. “Contro questi comitati d’affari dobbiamo fare qualcosa – ha detto Grasso – Non bastano le indagini occorre una attività di tipo preventivo”.
“Noi adulti dobbiamo aiutarvi a trovare lavoro nella nostra terra – ha detto Grasso rivolto ai ragazzi -: oltre ai laureati oggi anche i diplomati sono costretti a emigrare, un fenomeno in aumento negli ultimi anni”.
Per l’occasione è stata inaugurata nel loggiato parlamentare la mostra fotografica dell’Ansa dedicata a Giovanni Falcone e a Paolo Borsellino. “Questa mostra – ha detto Luigi Contu – nasce dal desiderio di far vedere che giudici come Falcone e Borsellino erano innanzitutto degli uomini che hanno creduto nello Stato, nella verità e nella democrazia”. Ardizzone ha poi annunciato la decisione, da parte del consiglio di presidenza dell’Ars, di finanziare 10 borse di studio intitolate a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, per “contribuire all’azione di prevenzione e contrasto della criminalità organizzata”.

















