“Le Epatiti: Presente e futuro” é stato il tema dell’interessante convegno
svoltosi venerdì 23 maggio c.a. presso la biblioteca comunale di Ravanusa dal
Lions club Ravanusa – Campobello che ha visto la partecipazione di un attento
pubblico.
Ha introdotto i lavori il dr. Carmelo Paci il quale (dopo l’indirizzo di
saluto della dr.ssa EGLA Tornambè Corallo – responsabile per l’VIII^
circoscrizione del Service Distrettuale “la cultura della prevenzione) ha
tracciato un ampio quadro sulla situazione attuale della lotta contro l’
epatite C.
Il prof . Vito Di Marco, Unità di Gastroenterologia e Patologia presso il
Policlinico di Palermo ha sviluppato il tema “l’epatite cronica da virus C: una
malattia da debellare”, illustrando la storia naturale della malattia e
indicando le modalità di trasmissione dell’infezione (che avviene per via
ematica).
Ha presentato diversi studi epidemiologici, effettuati anche nella nostra
provincia, attraverso i quali si è potuto evincere come, grazie al
miglioramento delle condizioni socio-ambientali si sono sensibilmente ridotti i
nuovi casi di infezione. Ha illustrato, infine, i passi da gigante compiuti
dalla scienza medica oggi in grado, grazie all’utilizzo dei nuovi farmaci
antivirali, di risolvere la patologia nella quasi totalità dei casi (la
percentuale di guarigione è passata in pochi decenni dal 6 a quasi il 100 %).
Ha preso la parola infine il dottore Salvatore Petta, Unità di
Gastroenterologia e Patologia presso il policlinico di Palermo, che ha
affrontato il tema “le epatiti del futuro: malattie metaboliche ed obesitá”
trattando di una condizione clinica che prende il nome di “steatosi epatica”
che é una patologia cellulare legata all’ accumulo di grasso a livello del
tessuto epatico.
Ha dimostrato quanto può essere grave questa condizione clinica precisando
che, nella sua evoluzione verso malattie croniche del fegato, si ritiene possa
essere annoverata tra le principali cause dell’infarto acuto del miocardio e
dell’ictus cerebrale, essendo una condizione clinica direttamente legata a
disordini alimentari, all’iperconsumo di cibi ad alto contenuto energetico e di
grassi insaturi.
Ha, infine, concluso che grazie ad una dieta equilibrata, ricca di frutta
verdura e praticando un’attività fisica costante si può ridurre
significativamente il rischio di incorrere nella patologia.
L’epatite C é dunque destinata in tempi brevi ad essere sempre meno un
problema, e ciò sia per il generale miglioramento delle condizioni igieniche
che per l’utilizzo delle nuove terapie.
Compare dietro l’angolo, invece, una nuova Condizione clinica molto insidiosa
legata ai disordini alimentari che ci accompagnano fin dall’infanzia e che non
solo è ritenuta un importante fattore di rischio per le epatiti croniche ma
anche per patologie cardiocircolatorie.
Poco possiamo chiedere in questi casi ai farmaci, molto invece possiamo
chiedere a noi stessi. Occhio, dunque, alla dieta ed all’attività fisica. Oltre
a fare un favore alla nostra immagine, ne faremo uno più grande alla nostra
salute.
Dopo la relazione del dottore Petta é seguito un articolato dibattito nel
corso del quale è emersa la necessità di una più ampia sinergia tra specialisti
e medici di base.
Ha concluso i lavori il presidente del Lions club Ravanusa Campobello che ha
evidenziato come i Lions, sensibili a problemi che riguardano la collettività,
non potevano rimanere indifferenti di fronte al problema delle epatiti.












