Un palermitano di 42 anni, AaG., è stato arrestato dalla polizia per tentato omicidio, atti persecutori e detenzione di armi da taglio e da punta. Ieri pomeriggio l’uomo, dopo aver scavalcato una finestra, ha raggiunto la cognata, all’interno di un padiglione della struttura ospedaliera di via La Loggia.
Poi l’ha aggreddita con violenza con calci e pugni scaraventandola a terra e poi, addirittura l’ha colpita con un paio di forbici. I colpi di forbici, sembrerebbe diretti a parti vitali della donna, sono stati scansati e parati dalla vittima con gli arti superiori e comunque non le hanno evitato delle profonde ferite al braccio destro. La furia dell’uomo, accompagnata da offese e minacce di morte, è durata più di qualche minuto ed è stata interrotta dall’intervento degli agenti delle volanti. L’uomo ha così desistito dai suoi propositi ed ha tentato una vana la fuga.
Da una prima ricostruzione sembrerebbe che la violenza sia motivata dal preciso intendimento dell’uomo di sostituirsi al fratello, nonché marito della vittima, attualmente recluso in carcere, quale “guardiano” e “garante” della rispettabile condotta della moglie.
Così come raccontato dalla stessa vittima, nel corso dell’ultimo mese e mezzo, periodo nel quale l’uomo ha fruito del regime della semilibertà, il pregiudicato si è “auto investito” del ruolo di controllore dei comportamenti della cognata, operando nei suoi confronti una pressione che ne ha progressivamente ristretto gli spazi di libertà e modificato le abitudini.
Nel corso dei pregressi episodi di violenza, la donna non aveva mai denunciato il cognato, temendo che la querela avrebbe inasprito l’uomo convincendolo a concretizzare le minacce di morte proferite nei suoi confronti. La vittima, condotta presso un nosocomio cittadino, è risultata avere riportato ematomi, un profondo taglio al braccio ed un trauma cranico non commotivo, per una prognosi di 10 giorni.
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