5585-PAOLO_VIVACQUALa Procura di Monza ha chiesto il giudizio immediato per i cinque indagati dell’omicidio Vivacqua. A firmare la richiesta di mandarli subito a processo è stata il Pm titolare dell’inchiesta Donata Costa e ora si attende la risposta del Gip e la fissazione del dibattimento davanti alla Corte di Assise di Monza. Il Pm ritiene quindi di avere sufficienti elementi per ottenere la condanna degli indagati. E questo nonostante un testimone che aveva ammesso di avere prestato a Giarrana e Radaelli il suo ciclomotore per l’omicidio abbia ritrattato tutto all’incidente probatorio dopo essere stato malmenato da ignoti aggressori. Ora si attende di scoprire se gli imputati sceglieranno il processo con il rito abbreviato oppure, come già annunciato dai loro difensori, affronteranno il dibattimento per dimostrare la loro innocenza. Intanto sono state rese note le motivazioni per cui i giudici del Tribunale del Riesame di Milano hanno negato la scarcerazione dei due presunti mandanti dell’omicidio del ‘rotamat’ milionario siciliano ucciso il 14 novembre 2011 con sette colpi di pistola nel suo ufficio di Desio, l’ex moglie della vittima Germania Biondo e il suo presunto amante, l’investigatore privato Diego Barba e del presunto intermediario Salvino La Rocca, che avrebbe assoldato, con la promessa di 60 mila euro, i due presunti killer Antonino Giarrana e Antonino Radaelli. Questi ultimi due non hanno presentato alcun ricorso per la scarcerazione perchè si trovano già in carcere dopo le condanne per l’omicidio della consuocera di Vivacqua, Franca Lo Jacono, uccisa un anno fa a coltellate nel garage del suo appartamento a Desio perchè ritenuta in possesso del ‘tesoretto’ di 5 milioni di euro di Paolo Vivacqua. Secondo i giudici contro gli indagati sussistono “un grave quadro indiziario e tutte le esigenze cautelari”. Per i giudici, infine, contro i tre indagati sussistono i pericoli di reiterazione del reato, di fuga, di inquinamento delle prove e la pericolosità sociale.

www.ilgiorno.it