anziani-truffa-agentelisaIl giudice monocratico del tribunale penale di Gela ha condannato una ragazza di Gela, alla pena finale di cinque mesi di reclusione e 100 euro di multa per truffa e falso ai danni di una Canicattinese, costituitasi parte civile per mezzo dell’avvocato Rosario Didato, a seguito dei fatti verificatisi nel maggio del 2008.

In particolare, nel maggio del 2008, la donna riceveva la visita dell’imputata, quale agente di una nota compagnia telefonica, che la invitava ad effettuare il cambio del contratto telefonico da Telecom Italia S.p.a. ad altro operatore e ad esibirle una copia dell’ultima bolletta telefonica ma la persona offesa si mostrava disinteressata pur comunicando il nominativo del marito quale intestatario dell’utenza telefonica domestica.


Dopo qualche mese, la canicattinese iniziava a ricevere – a mezzo posta – presso la di lei abitazione fatture emesse da altro operatore a seguito della stipula di un contratto di abbonamento telefonico residenziale, nonostante la persona offesa non avesse manifestato alcun interesse alla proposta fattale precedentemente dall’imputata nè sottoscritto alcun contratto.

A seguito di ciò, la donna conferiva incarico difensivo all’avvocato Didato il quale, dopo un’accurata e complessa indagine difensiva, appurava l’esistenza di un contratto di abbonato ad altro operatore, disconosciuto dalla propria assistita che ne contestava l’autenticità. La persona offesa, preso atto dell’indagine difensiva svolta dal proprio avvocato, sporgeva formale denuncia querela contro ignoti allegandovi tutta la documentazione acquisita dal proprio legale e, all’esito delle indagini preliminari, l’autrice della truffa veniva identificata in una residenza di Gela, a cui i carabinieri sono risaliti dal codice operatore indicato nel contratto di abbonamento contestato.

Istruito il processo penale, nel corso del quale la canicattinese si è costituita parte civile per mezzo dell’Avv. Didato e sono stati escussi i alcuni testimoni, il tribunale di Gela è pervenuto ad una dichiarazione di condanna dell’imputata alla pena finale di cinque mesi di reclusione e 100,00 euro di multa, oltre al risarcimento in favore della parte civile nella misura di 3.000 euro di cui 1.500 per spese legali.