La microcriminalità? Si è trasferita in internet. Non solo dietro l’angolo di casa, nella piazzetta del quartiere, non solo scippi e furti in appartamento: la maggior parte dei crimini si compie sulla rete e sui cellulari e restano impuniti. Nessuno ha voglia e tempo di denunciare la piccola truffa sul telefono o sulla rete, il phishing o l’abbonamento (mai richiesto) ad una hot chat. Il crimine, quindi, viene sopportato con rassegnazione e fastidio, come l’ineluttabile conseguenza della rivoluzione informatica. Le segnalazioni di truffe, a Palermo e altrove, sono aumentate a dismisura. Le denunce, tuttavia, sono poche rispetto ai casi segnalati.
Non è detto, tuttavia, che tutti alzino la spalla e subiscano senza denunciare, solo che quando ciò avviene la probabilità che il truffatore venga punito è vicina allo zero. Il motivo? Impossibile provare che non si è richiesto il servizio, che l’abbonamento è stato acceso senza alcuna manovra, sbagliata o meno. L’onere della prova spetta a chi chiede il compenso, ma di fatto è il contrario. In più la “compagnia” che ha truffato, ha già intascato i quattrini.
Di punto in bianco, la compagnia telefonica avverte che il credito è finito. Non puoi più chiamare né parenti né amici. Che fare? Buon viso a cattivo gioco. Il sospetto di essere rimasti vittima di una truffa non c’è ancora, arriva dopo avere ricaricato tre o quattro volte il “telefonino”, ed a quel punto si chiama la compagna telefonica per sapere che cosa stia succedendo. Ed ecco la verità: signore, lei ha un abbonamento con sexy-room o qualcosa di simile. Noi non possiamo farci niente, la nostra compagnia non c’entra, se vuole può rivolgersi alla polizia postale e denunciare la truffa.
Viene inserito il blocco delle chat, ma ormai la truffa è avvenuta. Una cinquantina di euro il bottino del truffatore. La compagnia telefonica è estranea alla truffa, ma la sua “complicità morale è indubitabile”. Basta riconsiderare la sequenza degli eventi, i crediti, e la facilità con cui si può cadere in errore, per rendersi conto che il sistema favorisce, di fatto, i truffatori.
Il numero dei crimini informatici è ormai enorme, eppure la polizia postale è ancora il parente povero, tanto che qualche tempo fa si è parlato perfino di un ridimensionamento del servizio. Assurdo.
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