Acqua di colore scuro e che emana uno strano odore simile a quello del gasolio. E’ quella giunta nei giorni scorsi nelle abitazioni di centinaia di cittadini di Canicattì, che risiedono nelle vie Carini, Cefalù, Trapani e Lepanto, i quali dal 27 giugno scorso, in attesa che l’inconveniente venga risolto si sono visti interrompere il servizio di erogazione idrica da parte di Girgenti Acque.
Ieri, mattina, il consigliere comunale del Pd Antonio Maira si è presentato con una bottiglia del liquido alla stazione dei carabinieri di Canicattì, presentando una denuncia per quello che sta avvenendo in città. Lo ha fatto dopo avere appreso che l’ufficiale sanitario del paese non era stato informato di quello che stava avvenendo in queste zone della città. Maira è stato investito della questione direttamente dagli abitanti di quelle vie i quali sono alle prese con parecchi problemi dopo la sospensione del servizio idrico ormai da una decina di giorni.
«Ho saputo – ha dichiarato il consigliere – che gli operai di Girgenti Acque sono al lavoro da parecchi giorni per cercare di risolvere questo problema ma ad oggi l’unico dato certo è quello che nessuno è intervenuto per la tutela della salute e dell’incolumità pubblica. Mi sono recato dai carabinieri per denunciare quello che sta avvenendo perché non è possibile che nessuno abbia informato l’ufficiale sanitario delle infiltrazioni di liquidi sospetti all’interno della condotta idrica cittadina. Vorrei sapere ma anche i cittadini credo che vogliano sapere la stessa cosa perché si è sottaciuto rispetto ad un così grave problema.
La puzza che emana questo liquido di colore scuro sembra gasolio. Non è da escludere però che possa trattarsi di liquami fognari. La città ha una rete idrica vecchia e fatiscente e soprattutto nel centro storico non sono stati mai effettuati o raramente interventi di manutenzione».
Intanto, considerando anche il grande caldo di questi giorni i disagi per i residenti di queste zone della città sono molteplici. Alcuni abitanti delle vie Carini, Cefalù, Trapani e Lepanto, hanno provveduto alla pulizia delle cisterne e delle vasche dove è giunta l’acqua inquinata e subito dopo hanno chiesto l’intervento degli autobottisti per rifornirsi di liquido. Anche Girgenti Acque ha provveduto in questi giorni dopo avere preso a carico le richieste d’intervento ad inviare sul posto delle autobotti per cercare di rifornire gli abitanti. I disagi però restano e sono molteplici per le famiglie spesso costrette a cercare acqua potabile per cucinare nelle ormai pochissime fontanelle pubbliche sparse sul territorio comunale












