10521876_10203225476312233_1325697000_nLa Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Carlo Cinque, per accertare le cause del cedimento di una delle campate del viadotto “Petrulla”, lungo la strada statale 626 dir, al km 4,350 tra Licata e contrada Braemi. Il viadotto, risalente alla fine degli anni Settanta, è lungo 492 metri ed è costituito da 12 campate. Dai primi accertamenti effettuati dai tecnici dell’Anas, prontamente intervenuti sul posto, la causa del crollo sembrerebbe imputabile a una rottura delle travi in cemento armato precompresso che sostenevano l’impalcato, avvenuta senza che si fossero manifestate deformazioni evidenti e tali da preannunciare l’imminente crollo. Nessun segnale di possibile cedimento, peraltro, era emerso neppure nei recenti interventi di manutenzione sia ordinaria che straordinaria che hanno interessato il viadotto negli anni scorsi, con l’adeguamento delle barriere di sicurezza e, ancor più di recente, con la sostituzione dei giunti di dilatazione. L’Anas ha nominato una commissione tecnica, presieduta dal docente universitario Mario Paolo Petrangeli, esperto in ponti, che si è messa subito al lavoro e nelle prossime ore si recherà sul posto per il sopralluogo e per verificare gli interventi necessari atti a ripristinare in tempi rapidi la viabilità e a prevenire problemi sulle altre campate del viadotto. Nel frattempo l’Anas, assieme alla Polizia Stradale, ha individuato un percorso alternativo, con deviazione sulla  strada statale 115 e proseguimento sulle strada statale 576, 410 dir, 123 fino all’incrocio con la strada statale 644.

L’unica ricoverata in via precauzionale è una ventiseienne di Mazzarino, che era sul alto passeggero dell’Audi Q3. Alla guida della vettura il marito rimasto illeso. La donna è ricoverata nel reparto di Ginecologia dell’ospedale Barone Lombardo di Canicattì, per accertamenti, non tanto per lei, quanto per il bambino che porta in grembo, anche se dalle analisi madre e feto non corrono alcun rischio. Rimaste contuse tre donne di Delia, due sorelle di 32 e 47 anni e una loro cugina di 33 anni ed un bambino di 10 anni, che viaggiavano su una Fiat Punto. I feriti trasportati al pronto soccorso dell’ospedale San Giacomo d’Altopasso di Licata, sono stati medicati e subito dopo dimessi.


“Il crollo del viadotto della strada statale 626, solo l’ultimo episodio della
disastrosa situazione della viabilità in Sicilia e in particolare in provincia
di Agrigento. Oggi ne hanno fatto le spese 4 persone rimaste ferite, ma già nel
2013, per puro miracolo, stata evitata una tragedia sul Ponte del fiume Verdura
sulla statale
115 dove si registrano tra l’altro continue interruzioni”. Lo dichiara il
Presidente della Commissione Ambiente del Senato Giuseppe Marinello.
“A tutt’oggi, – conclude – non si conoscono nemmeno le esatte condizioni del
viadotto sul fiume Belice, sulla direttrice Menfi-Castelvetrano dove il rischio
di nuovi disastri altissimo. L’Anas attende nuove tragedie per intervenire? Si
assuma le sue responsabilità e rimuova chi colpevole di inefficienze nei
controlli e nella gestione delle strade,altrimenti chiederemo l’intervento del
Ministro delle Infrastrutture sui vertici Anas”.

“Dopo il Ponte sul Fiume Verdura e il Carabollace, il viadotto Petrulla è l’ennesimo atto d’accusa contro la gestione che l’Anas riserva alla viabilità agrigentina”. Lo ha detto il senatore di Forza Italia, Giuseppe Ruvolo, appresa la notizia del crollo di una campata dell’opera che collega i comprensori tra Licata e Ravanusa. “Se l’Anas aspetta una tragedia prima di poter intervenire seriamente sulla rete viadottistica di quest’area – ha affermato Ruvolo -, sappia che esistano tutti i presupposti. Non è tollerabile essere destinatari di rassicurazioni per tutte le stagioni, come nel caso del Ponte Verdura sulla statale 115, da oltre un anno fermo come se inserito in una zona di guerra a rischio bombardamento”. Il senatore depositerà, nelle prossime ore, un’interpellanza urgente al Ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi.

Il cedimento strutturale del viadotto Lauricella sulla strada statale 624 Licata – Ravanusa manifesta ancora una volta la precarietà del sistema viario siciliano ed i pericoli che da questo possono scaturire”. A parlare é il parlamentare agrigentino del Pd Antonino Moscatt che da Roma ha già presentato un’interrogazione urgente al Ministro delle infrastrutture: “ho chiesto – continua Moscatt – cosa si intende fare per far fronte ai disagi ed ai pericoli dell’immediatezza, ma soprattutto come si voglia procedere per aiutare i Comuni coinvolti danneggiati da questo evento e per migliorare la manutenzione del sistema viario monitorando la situazione di strade e ponti del nostro territorio. Serve comunque un intervento strutturale sul sistema viario siciliano ed in particolare su quello della provincia di Agrigento. Nell’immediatezza ritengo sia utile un tavolo di concertazione tra Anas ed amministrazioni locali per capire come intervenire per diminuire al massimo i disagi della popolazione, da questo punto di vista do la mia massima disponibilità. Alle amministrazioni locali e alle famiglie coinvolte va tutta la mia – conclude Antonino Moscatt – vicinanza”.

———–

Interrogazione a risposta scritta – Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

Oggetto: cedimento strutturale viadotto “Lauricella”  nella  strada statale 626 nei pressi di Ravanusa (AG)

Premesso che nella giornata del 7 Luglio 2014 si è verificato il cedimento strutturale del viadotto “Lauricella”  nella  strada statale 626 nei pressi di Ravanusa (AG);

Tale cedimento strutturale nell’immediatezza ha provocato almeno sei feriti e  sarà sicuramente causa di disagi inverosimili per la circolazione stradale;

Tale cedimento è l’ultimo di una serie di crolli stradali che testimoniano in maniera chiara e palese quanto fragile sia il sistema infrastrutturale siciliano ed in particolare quello della provincia di Agrigento;

Più volte si è chiesto al Governo di intervenire in maniera urgente per la messa in sicurezza del sistema viario e per intervenire con seri investimenti per riorganizzare e potenziare le infrastrutture del territorio

INTERROGA IL  MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE
Per conoscere quali provvedimenti immediati intende porre in essere al fine di garantire l’immediato ripristino del viadotto ed evitare disagi alle popolazioni residenti;
Per sapere se non ritiene necessario porre in essere un sistema di investimenti utile a riqualificare, riorganizzare e potenziare il sistema viario della Sicilia ed in particolar modo quello della provincia di Agrigento.

 

————————-

L’ennesimo crollo di un viadotto in C.da Petrulla, in territorio di Licata,  pone diverse questioni, uno immediato: ovvero come garantire in tempi brevi un ripristino e come evitare i disagi alla popolazione; pone indubbiamente un problema legato a come è stato costruito e a che cosa sia successo (e su questo confidiamo nel lavoro che la Magistratura ha avviato) ma il crollo di ieri che segue quello, analogo, del Verdura,  riporta drammaticamente al centro del dibattito il tema delle infrastrutture nella nostra provincia.

Proprio nei giorni scorsi nella presentazione del “Report” della Camera di Commercio i dati confermavano il permanere del divario fra la dotazione strutturale di Agrigento rispetto alla regione e nel confronto nazionale.

Fatto 100 il dato italiano, la provincia di Agrigento è ferma al 55.8% per la rete stradale; al 53.8% per rete ferroviaria e via via tutto il resto della infrastrutturazione sociale e civile, portando il dato infrastrutturale complessivo al 55.7% , 25.4 punti in meno del dato Siciliano e 44.3 punti in meno rispetto al dato italiano!

Su questo drammatico “gap” agrigentino occorre discutere, confrontarsi ma, soprattutto, intervenire, utilizzando tutte le risorse disponibili, sbloccando quelle che si sono incagliate e  avendo una visione complessiva in quanto le infrastrutture debbo essere funzionali allo sviluppo.
Da qui può venire lavoro per gli edili, un settore completamente in ginocchio, ma – soprattutto – la possibilità di agganciare Agrigento ad una possibile crescita economica: più infrastrutture servono anche al turismo, all’agricoltura, a migliorare la complessiva “qualità della vita”.

Si vada, dunque, oltre l’emergenza e si convochi una “conferenza provinciale sulla infrastrutturazione” con il Ministro Lupi, l’Assessore alle Infrastrutture e alla mobilità Torrisi, i Parlamentari Nazionali e regionali, le Forze economiche e Sociali.

Massimo RASO                                                                            Vito BAGLIO
Segretario Generale                                    Segretario Generale FILLEA CGIL