Un’autovettura bruciata, fiamme alte e una intera via nel terrore per circa un’ora. L’incendio, la cui origine sarebbe dolosa, ha trasformato la via Appennini, nel centro abitato di Licata, in un inferno di fuoco. L’automobile incendiata è una Fiat Bravo di proprietà di M.S., 28 anni, bracciante agricolo licatese. Nel giro di pochi minuti il rogo l’ha divorata. Le fiamme in pochi attimi si sono propagate ed hanno attaccato un’abitazione al primo piano, la facciata di una palazzina, i tubi del gas e i cavi, mandando in tilt la linea elettrica di Enel. E in un attimo un vero e proprio muro di fuoco ha illuminato a giorno il rione. Mancava poco alle 4 della notte tra sabato e domenica, quando diverse famiglie impaurite, sconvolte dal fumo che ha invaso molte abitazioni, sono scese in strada, tra l’auto avvolta dalle fiamme ed una nebbia di fumo densa e soffocante che ha oscurato la vie. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Corso Argentina, che hanno dovuto lavorare intensamente per spegnere l’incendio e mettere in sicurezza l’area interessata. Sulla vicenda sono state avviate indagini dei poliziotti del Commissariato di pubblica sicurezza di Licata, diretti dal dirigente Giovanni Minardi, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Agrigento.












