La storica discoteca “Il Pepero” in Costa Smeralda beffato da un agrigentino. All’anagrafe risulta come Calogero Massimo Vella, ma tutti lo chiamano Max, ex presidente dell’Akragas calcio ed ex vicepresidente del Licata calcio, considerato nella città dei templi un vero “personaggio” goliardico. Eppure, a Porto Cervo nessuno aveva avuto sospetti su di lui. Di sicuro non ne aveva avuto Gianni Principessa, lo storico proprietario della discoteca “Pepero” che all’inizio della stagione gli ha ceduto la gestione di uno dei rifugi preferiti dai vip. Il locale ora è chiuso, l’incasso sparito e i barman, così come camerieri e ragazze immagine, sono senza stipendio. Ma nel frattempo i militari della Guardia di finanza hanno aperto un’indagine. Così come racconta il quotidiano La Stampa: “Le mitiche feste del Pepero quest’anno di sicuro non ci saranno”. Gianni Principessa, animatore della serate romane e gestore del Salone Margherita, sta tentando di far ripartire la musica ma la lotta con la burocrazia delle autorizzazioni rischia di far calare il silenzio. Amii Stewart, che da queste parti è davvero di casa, ha già promesso una serata senza cachet e anche tanti altri hanno dato la disponibilità per organizzare feste e salire sul palco gratis. Il rischio, altrimenti, è quello di far calare il sipario su un locale che da 40 anni è il ritrovo del jet set internazionale. C’è passata Demi Moore e al Pepero Bryan Adams ha fatto la sua prima esibizione live in Europa. Fiorello ci ha cantato per due stagioni di seguito e Umberto Smaila ha fondato qui quella che poi è diventata l’applauditissima band. Tra i privé e la consolle si sono viste tante facce note: da Silvio Berlusconi a Leonardo di Caprio, da Dolce e Gabbana fino a Zucchero. La stagione 2014 sembrava stesse partendo bene, ma i dipendenti del club avevano subito notato qualche stranezza. E avevano ragione: qualche giorno fa Max Vella ha lasciato la Sardegna e si è dileguato chissà dove. Portandosi via un bel malloppo: quasi 250 mila euro (tra prestiti bancari e incassi) che sarebbero serviti per saldare i debiti con il gestore del locale e il proprietario degli alloggi, ma anche per pagare gli stipendi a barman, camerieri e animatori. Tutti, invece, sono rimasti a bocca asciutta. Gianni Principessa si è trovato in mano due assegni scoperti e si è rivolto subito a un avvocato. Ma nel frattempo Max Vella ha sentito puzza di bruciato ed è fuggito. «Le garanzie all’inizio mi sembravano sufficienti – racconta lo storico patron del Pepero – E invece mi ha organizzato una clamorosa fregatura. Mi dispiace che dopo tanti anni di successi venga infangato il nome del locale».
Dove è finito ora Max Vella? «Io l’ho chiamato stamattina, perché oltre agli stipendi mi deve altri 1300 euro – racconta il barman milanese Junes – Ha detto che è a Milano, ma non è vero. Abbiamo già verificato che è stato a San Benedetto del Tronto e che proprio oggi ha lasciato, guarda caso senza pagare il conto, un hotel di Livorno».
Degli inganni di Max Vella, a Porto Cervo, a inizio estate hanno fatto le spese anche i clienti del Pepero. «A giugno, per l’inaugurazione del locale, era stato promosso il concerto dei Gipsy Kings, ma in realtà a suonare c’era soltanto il chitarrista – racconta uno dei dipendenti – Il 19 luglio, come se non bastasse, abbiamo pubblicizzato una serata con il famosissimo rapper americano Coolio, ma a Porto Cervo si è presentato soltanto un suo sosia».












