rifiutiEscrementi sul pavimento, carcasse di animali, avanzi di cibo, vecchi materassi, rifiuti ovunque, mosche, pulci. Una condizione di degrado inimmaginabile, eppure sotto gli occhi di tutti. Protagonista dell’assurda storia di emarginazione, un nucleo familiare composto dai genitori, entrambi sulla settantina d’anni, e due figli quarantenni.

I residenti della “casa degli orrori” non abitavano in una recondita periferia, o in una località di campagna difficilmente raggiungibile, ma nel centro di San Vito Lo Capo, esattamente in una traversa di via Savoia, da dove, ogni giorno passano migliaia di turisti e vacanzieri diretti verso una delle spiagge più belle d’Italia.


A scoprire l’abitazione, e a chiedere l’intervento alle autorità competenti, è stato Enrico Rizzi, capo segreteria nazionale del Partito Animalista Europeo che, mercoledì scorso, mentre era nella località balneare, è stato riconosciuto e fermato da alcuni abitanti del luogo che gli hanno voluto far notare la situazione.

Rizzi, che dall’esterno della casa – situata al piano terreno e dotata di porte a vetri – ha notato immediatamente la gravità delle condizioni di vita degli abitanti, ha subito informato il sindaco di San Vito Lo Capo, il comandante della polizia Municipale ed il nucleo delle guardie eco-zoofile dell’associazione OIPA Italia Onlus, dal momento che in quella casa vivevano anche dei gatti e una gallina.

Ieri intorno alle 14 l’irruzione nell’appartamento, su esecuzione del provvedimento emesso dal sostituto procuratore di Trapani, Andrea Tarando. Il nucleo familiare disagiato è stato affidato ai servizi sociali. Ad entrare in casa anche le guardie eco-zoofile dell’Oipa, assieme allo stesso Rizzi, nominato ausiliario di polizia giudiziaria, che hanno sequestrato gli animali rinvenuti vivi. Oggi invece, l’Asp di Trapani dovrebbe sequestrare l’abitazione, apponendo i sigilli.

Come è potuto accadere? Non è altro che l’ennesimo caso di degrado da prima pagina delle cronache.
“Entrare in quella casa – racconta Rizzi – e vedere come vivevano quelle persone è stato terribile. La signora più anziana, aveva i piedi ricoperti di escrementi e continuava a dire “chi siete? perché entrate in casa mia? come se fosse tutto normale”.

Ma nelle piccole realtà raccontare come stanno realmente le cose è sempre difficile. Poco si sa della sfortunata famiglia. “Alcuni vicini mi hanno detto – riferisce Rizzi – che il capo famiglia si è trasferito qui molti anni fa dagli Stati Uniti. In paese dicono anche che la coppia sia proprietaria di una trentina di appartamenti in provincia di Trapani e di una pizzeria a S.Vito, e in effetti, dentro l’abitazione c’erano dei bicchieri da ristorazione e delle scorte alimentari. Non riesco a capire come sia potuto accadere. Nessuno sa dire con esattezza da quanto tempo vivevano così, ma molti sapevano. Nella strada della casa c’era una puzza insopportabile”.

Possibile che nessuno fosse finora intervenuto per aiutare la famiglia? Cosa ha spinto le quattro persone ad arrivare ad una simile stato di sofferenza?

BlogSicilia